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  • Nils Petter Molvaer: Streamer

    Nils Petter Molvaer

    Data di uscita: 18-12-2004

    Loudvision:
    Lettori:

Live di suggestione e grande abilità

Artista per lungo tempo corteggiato da una etichetta come la ECM, che da sola è carta d’identità per il jazz moderno-contemporaneo di qualità assoluta, Nils Petter Molvaer esce per Edel con una collezione di brani registrati dal vivo. Il nuovo materiale proposto dal trombettista norvegese spazia tra il jazz, l’elettronica ballabile scandita da beat incalzanti, e parti più lente e calde.
“Frozen” è, come spesso accade in questo genere di proposte, un pezzo molto ritmato e accattivante, sorretto da un refrain di basso su tempo moderatamente frenetico, regolare nei pattern che permettono all’elettronica di aggiungere curiosi loop, effetti e campionamenti che danno un colore da club music. La trance pop del successivo “Marrow” rallenta i tempi e finalmente è possibile sentire, nel suo avangardismo, la bravura di Nils al suo strumento; le pennellate soffuse, i ritornelli alti nel timbro della sua tromba sono sicuri, modulati con giusta intensità, si fondono nel sottofondo digitale con una naturalezza miracolosa. Assecondando il trend, si rallenta ulteriormente il passo nella successiva “Little Indian”, fatta solo di basso elettrico, lievi percussioni e tromba. Sullo scheletro a pattern regolare dei primi, Nils e il suo strumento diventano una cosa sola in improvvisazione, un linguaggio che descrive con precisione dettagli di intensità variabile, si interrompe, riprende abbozzando nuove idee, e poi segue ancora con slancio l’ispirazione e il mood. Ancora più calda e preziosa, nota dopo nota, “Kakonita”. Ogni suono di tromba si distende, emerge da uno sfondo di tastiere mellifluo, ricama un discorso musicale nostalgico e sentimentale, e poi rifluisce nel background. Da questo momento fortemente solista il disco si muove prima nell’ambient con “Sauna”, poi al trance ipnotico con “Simply So”, fortemente caratteristica negli arpeggi distorti del finale. In “Hurry Slowly”, in cui la ritmica martellante viene resa più varia da voci campionate misteriose, e una tromba che ricalca schemi abbastanza collaudati, si ha quasi l’impressione di sentire una versione sofisticata degli Enigma, con un tocco da colonna sonora. In chiusura, “Solid Ether” è un ottimo miscuglio di sperimentazione elettrico-distorta mischiata ad elettronica e dance-beats.
Con “Streamer”, Nils continua nel suo percorso che unisce o sovrappone il jazz alla club music, all’ambient, al trance. La sua tromba ha un tocco inconfondibile e pregevole, e si posiziona democraticamente insieme agli altri strumenti nel paesaggio sonoro che la sua sperimentazione riesce a evocare. Disco di classe che mantiene in pieno le aspettative, da indicarsi particolarmente ai fan di Chemical Brothers, Massive Attack e affini.

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