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Nina Zilli e Fabrizio Bosso: Anima e jazz

Arriviamo a Villa Ada dopo un abbondante acquazzone estivo e troviamo Nina Zilli e Fabrizio Bosso ancora in pieno soundcheck per la tappa romana di “We love you -Jazz’n Soul” tour, che in questa occasione si terrà nel verde parco romano all’interno della rassegna “I Concerti nel Parco”. Seduti sui divanetti nel backstage, poco prima della cena, intratteniamo con loro una divertente chiacchierata durante la quale scopriamo qualche dettaglio in più su Nina Zilli, Fabrizio Bosso e sul tour.

WeLoveYou omaggia le grandi voci della musica soul di cui molti pezzi rivisitati in chiave jazz. Vi siete conosciuti a Sanremo poi avete collaborato a “Panariello non esiste”, questa tournée rappresenta dunque la naturale collaborazione artistica di due musicisti che hanno trovato diverse affinità musicali. Quando e come nasce questo progetto?
Fabrizio: Beh perfetto avevi detto quasi tutto te… bene grazie e arrivederci… (ndr si scherza e si sente in sottofondo una risatona di Nina che si unisce alla battuta di Bosso con un “…si faccia una domanda e si dia una risposta…”).

È partito tutto da una mia idea, inizialmente doveva essere solo Amy Winehouse poi ho coinvolto Nina in questo progetto e fortunatamente lei ha accettato ed abbiamo pensato di allargarla alle grandi voci del soul per avere più scelta di brani. Lei ne ha selezionati tanti, circa una quarantina!Da lì abbiam fatto una scrematura e ne abbiam tirato fuori tra i 20 e i 22.

Quando hai “scoperto” Nina Zilli e cosa ti ha colpito?

Fabrizio: “L’ho scoperta ad un Primo Maggio in cui c’ero anche io a suonare, però in quell’occasione dal vivo non ci siamo conosciuti. Suonavo con Chiara Civello ed abbiam suonato tardissimo, poi è arrivato l’invito per la serata dei duetti a Sanremo con Giuliano Palma…”

Quando hai “scoperto” Fabrizio Bosso e cosa ti è piaciuto?

Nina: “Fabrizio è un trombettista bravissimo, ha una tecnica eccellente come tantissimi suoi colleghi però ha un’anima che fa la differenza. Di gente brava ce n’è tanta però ti da quel qualcosa in più e non si perde in tecnicismi…”.

Tempesta di sabbia, di neve, musicisti che si sentono male…ci raccontante un po’ di questo rocambolesco viaggio nato sotto il segno di Saturno?
Nina: “Tu non lo sai (rivolgendosi a Fabrizio, ndr) ma io ho postato sul blog una roba che fa ridere…”
Fabrizio: “L’ho letto, l’ho letto e fa morir dal ridere…a Torino è partito con la pioggia ma siam riusciti a suonare ed è andata bene, poi Lignano e la tempesta di sabbia dove siam riusciti a suonare con grande fatica ma comunque il pubblico rimaneva là…”
Nina: “…stoici tutti proprio!”.
Fabrizio: “…io devo dire che dopo quattro brani ho sperato tipo che venisse giù qualcosa, così almeno ce ne andavamo a casa che non ce la facevamo più a continuare con la sabbia che arrivava ovunque…”
Nina: ” E io non riuscivo a girarmi verso di lui perché la sabbia arrivava proprio dal suo lato e quindi è stata un po’ dura…”.
Fabrizio: ” Poi il giorno dopo abbiamo perso il pianista, quindi abbiamo fatto due concerti senza di lui, poi c’è stata la neve…”
Nina: “Eh beh e poi basta, mancano le cavallette credo…”

A proposito di musicisti, nelle precedenti tournée eri accompagnata dalla Smoke Orchestra, le cosiddette “tue troie”, i musicisti attuali che ruolo hanno?
Nina: “Loro non sono ancora le mie troie ma potrebbero diventarlo, sono “le Shirelles”…non tutti però, c’è Julian che non lo è ancora! Ti spiego, abbiamo un gruppo di coristi che io chiamavo “le Shirelles”, che era un gruppo vocale degli anni Sessanta, erano tre e cantavano…e quindi loro se la cantano: batterista, chitarra e basso!”.

Il pubblico che è abituato ad i tuoi live conosce perfettamente il tuo amore per Etta James e Nina Simone. In questa tournée però fai un passo in più interpretando anche brani di cantanti come Otis Redding e Sam Cooke che hanno una voce maschile. Come mai questa scelta?
Nina: “Non fa differenza in realtà, un esempio è quando faccio “My Girl”, che è dei Temptationse fatta anche da Otis Redding: se una canzone è bella non è importante che sia fatta da un maschio o una femmina, o è l’artista o la canzone ad emozionare in alcuni casi”.

C’è un artista a cui solitamente fai un omaggio durante le tue performance?
Fabrizio: “No, non un artista in particolare, anche perché da formazione a formazione cambia il repertorio con cui ci si confronta. Ci sono alcuni brani che suono quasi sempre perché amo molto le ballade.

Qual è il tipo di pubblico che sta rispondendo ai vostri concerti? Ha delle diversità rispetto a quello che partecipa alle serate che derivano dai tuoi dischi?
Nina: “Variegato, come il gelato all’amarena…è un po’ il suo pubblico ed il mio pubblico shakerati insieme!”

Sappiamo che è in lavorazione il tuo nuovo album. Ci saranno spunti che sono nati dall’esperienza con Fabrizio?
Nina: “È talmente una roba inconscia che sicuramente ce ne saranno molti, nel senso che tutta la musica che ascoltiamo ci rimane dentro e quindi ciò che facciamo qui in qualche modo rimarrà dentro di me”.

…ma Fabrizio ci sarà?
Nina: “Ah beh, in teoria io avrei una canzone per te…se ti va…”
Fabrizio: “Volentieri!”

Un calendario fitto di eventi che esulano dal WeLoveYou tour. Quali saranno le tue prossime sfide?
Fabrizio: “Ogni giorno è una sfida se consideri quanto è difficile fare questo lavoro anche solo per viaggiare, prender gli aerei, arrivare in tempo e non farti venire il mal di schiena come ce l’ho adesso…poi a parte queste cose l’idea è quella di andare avanti e cercare di migliorarsi sempre perché si può. Il bello della musica è crescere: le collaborazioni ti danno sempre qualcosa.

C’è un artista con il quale ti piacerebbe collaborare?

Fabrizio: “Uno su tutti è Stevie Wonder perché è irraggiungibile”.

Immagina una ipotetica band con artisti del passato e del presente. Con chi ti piacerebbe suonare?
Fabrizio: “È difficile perché ce ne son troppi. Se fosse una band di jazz vorrei suonare con McCoy Tyner al pianoforte, Ervin Jones alla batteria, Christian McBride al basso, al sassofono WayneShortere come voce potremmo mettere…Stevie Wonder!”.
Nina: ” Stevie Wonder ovviamente…che poi secondo me si divertirebbe un casino!”.

Nina, in questi giorni finalmente abbiamo potuto ascoltare la tua collaborazione con Alborosie in “Goodbye”. Quando ti vedremo in una performance live?
Nina: “Spero molto presto, abbiamo provato anche ad incrociarci a Bologna ma non ce l’abbiamo fatta anche perché lui è in tour mondiale”.

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