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Nina Zilli: La donna che ama il soul

Brava, carismatica e piena di contagioso entusiasmo. Stiamo parlando di Nina Zilli, rivelazione dell’ultimo Sanremo e tra i protagonisti del concerto romano del 1° maggio. Sonorità soul, r&b e forti richiami alle atmosfere degli anni sessanta rendono la sua musica fresca e trascinante, basta andare ad un suo concerto per accorgersene. LoudVision l’ha incontrata tra un live e l’altro, appena prima di concedersi una meritata vacanza!

Ciao Nina, e grazie per la tua disponibilità. Inizio subito col chiederti se ti aspettavi un tale successo. Tu non sei certo una “novellina” della musica, ma prima di Sanremo il tuo pubblico era sicuramente più ristretto e di nicchia. Ora che sei divenuta così popolare e acclamata, come vivi questa nuova dimensione?
Beh, direi molto bene. A sto giro è la gente far la differenza, lo vedo soprattutto nei live, sentirli cantare più forte di me è bellissimo.

Cosa ti ha spinto a partecipare a Sanremo? In fondo tu eri già piuttosto affermata nel tuo ambiente musicale. Ti cominciava a stare stretto?
Assolutamente no, l’underground non è mai stretto, soprattutto se è l’Europa il riferimento. I festival soul, beat e reggae europei, nonostante non siano mainstream, ospitano anche 20-30mila persone! Sono e saranno sempre una dimensione unica.
Sanremo è stata un’occasione che aspettavo da tanto. Adoro la manifestazione, soprattutto gli anni d’oro, quando gli artisti cantavano al casinò, quando la musica e le voci erano le protagoniste assolute e sia i concorrenti che gli ospiti erano tutti da brividi, da Mina ai Temptations. È stato un onore esserci, anche se sicuramente oggi la manifestazione è profondamente diversa dai suoi albori.

Come è nata la collaborazione con il cinema, e in particolare cosa ha fatto in modo che Ferzan Özpetek notasse la tua canzone e decidesse di inserirla nella colonna sonora del suo ultimo film “Mine Vaganti”?

Beh, direi in modo molto naturale. Ferzan ha sentito la mia canzone e l’ha scelta! Per me è stata una notizia quasi surreale. Ero contentissima di supportare le immagini di un grande regista, uno degli ultimi che tiene alto il nome del cinema italiano.

Uno dei protagonisti del tuo nuovo album “Sempre Lontano”, già disco d’oro tra l’altro, è sicuramente l’amore. Amore che spesso fa soffrire, che lascia l’amaro in bocca, che a fronte di momenti di gioia e piacere, nasconde altrettanti momenti di malinconia e disillusione. Quanto c’è di autobiografico nei tuoi testi?
Tanto…ma raccontando storie, alcune le prendo in prestito dai miei amici. Prendo quello che vedo, che mi passa tra le mani e lo riscrivo in musica.

La tua musica è un sapiente mix di soul, black music, reagge e rock steady: come nasce questo connubio? E quando ti sei resa conto di avere una voce perfetta per unire queste sonorità e dar vita ad un sound retrò, sofisticato, ma allo stesso tempo molto accattivante e fresco?
I nuovi generi nascono dalla fusione di qualcosa di vecchio con un’idea nuova, che può essere data da un suono, un beat, una melodia. Per esempio, i giamaicani, dal rocksteady al reggae, hanno reinterpretato il sound americano, passando dal battere al levare. Oggi sembrano due generi diametricamente opposti e invece sono così vicini. Incredibile no?!?!?! È questo che amo di più della musica. Non esistono regole scritte, si può fare tutto.

Hai collaborato con Giuliano Palma e in passato anche con gruppi del panorama reagge come gli Africa Unite e i Franziska, ci sono artisti internazionali con cui ti piacerebbe duettare?
Si, adorerei Mike Patton e Stevie Wonder. Per ora solo nei miei sogni, un giorno chissà!

Cosa ti accomuna a Amy Winehouse, oltre al look? E a Nina Simone, oltre al nome che hai scelto in abbinamento al cognome di tua mamma?
Beh, diciamo che con Amy Winehouse ho in comune l’amore per un certo tipo di sound, il look segue a ruota, ma di sicuro non è lei la mia fonte. Da Martha Reeves & The Vandellas a Billie Holiday, magari l’ultima arrivata mi interessa meno, no? Nina Simone è una guerriera, una donna che ha lottato per ogni piccola cosa, era femmina nera in un mondo di maschi bianchi. Si è battuta per sé stessa, per tutte le donne e infine per la parità dei diritti di tutta la sua comunità. Mi sembra un ottimo esempio di donna a cui ispirarsi, in un mondo di inutili zigomi e tette di gomma.

Hai fatto incetta di premi a Sanremo, hai partecipato al concerto del 1° maggio e a breve terminerai il tour, cosa ti aspetta dopo – immagino – una meritata vacanza? Stai già lavorando o iniziando a pensare al prossimo album?
Va-can-za va-can-zaaaaaaa!!! Ma solo per scrivere nuove canzoni per un nuovo disco!

E per finire due domande di rito. Ultimo disco comprato? Ultimo concerto a cui sei stata (in veste di spettatrice)?
Ultimo vinile comprato: Otis Redding, “Live at Fillmore”. Ultimo concerto: Baustelle a Milano.

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