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Brasile più o meno

A leggere il loro nome uno finisce col pensare che il Brasile c’entri per davvero, eppure no. I Ninos Du Brasil sono tre italici, in ordine Nico Vascellari, Riccardo Mazza e Nicolò Fortuni, uno meglio messo dell’altro in quanto a esperienze sull’emisfero musicale.

Dopo l’EP “Tuppelo” è giunto il momento di un LP pieno e corposo, paragonabile a un selvaggio safari in cui si cerca di avvistare il maggior numero di strumenti possibile. Per quasi dieci brani la tribalità innata dei ritmi si intreccia bene all’elettronica, la quale copre di una patina contemporanea l’insieme.
Sarebbe pleonastico aggiugere che i paesaggi dipinti sono tendenzialmente latineggianti, lo si capisce da sé. Noi, intanto, ci facciamo prendere dal fomento.

Il bello di questo disco è che potete dire addio a tutte le vostre droghe perché basta la compulsività delle note – specialmente quelle nate dalle percussioni – a farvi entrare nel tunnel dell’ipnotismo, capace anche di portare a esperienze sciamanico-primordiali.
Ciò che ci rallegra ancor di più è pensare che l’etichetta è italiana al 100%. So’ soddisfazioni.

Pro

Contro

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