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No means no. CHIARO??

I NoMeansNo, trio canadese energico e punk, fanno sempre impressione la prima volta che li si vede sul palco.
Perché chi si reca a un loro concerto, come quello dello scorso 6 maggio al Magnolia di Segrate, avrà l’impressione di vedere il proprio padre e i propri zii intenti a suonare.
“Ma come sono vecchi!”, esclamerà sempre qualcuno.
Poi i nostri inizieranno a suonare, sputare, strillare e ridere e si resterà solo attoniti di fronte alla loro potenza e bravura.

La band canadese nasce nel 1976, quando i fratelli Rob (basso e voce) e John (batteria) Wright si trovano spettatori ad un concerto dei Ramones. Sin dagli esordi, proponevano un misto tra jazz e rock punk.
È nel 1979 che entra in formazione Andy Kerr, chitarra, portando influenze hardcore.

I NoMeansNo vantano ora quasi 35 anni di continua attività e al Magnolia hanno presentato l’EP “Faceless May/Old”.

La band ha presentato pezzi nuovi (l’EP è già disponibile ai banchetti, ma sarà distribuito dopo il tour) quali: “Faceless May”, “Old”, “Slave” e “Something Dark Against Something Light”. Sono seguiti i grandi classici della band, come sempre secondo una selezione molto personale (il gruppo non presenta mai una scaletta prevedibile e si resta spesso a bocca asciutta aspettandosi la propria canzone preferita).

Grandi assoli, soprattutto di batteria, con John che, in particolare nella seconda parte del concerto, ha dato prova di grande virtuosismo. Seppure poi scordandosi per tre volte l’attacco, con Rob che se l’è risa come un matto.

Vedere un concerto dei NoMeansNo, una volta che si è al riparo dal pogo, è divertente anche per chi non apprezza il genere, violentissimo, della band. Infatti, al di là della perizia tecnica dei tre elementi, e dei testi ironici e divertenti (se li si riesce a capire. È da antologia la difficoltà di capire Rob quando parla con il pubblico), si vede come i componenti della band si divertano davvero. Ridono, scherzano, si guardano, giocano. Facendo capire come anche dopo quasi 40 anni è possibile divertirsi. E divertirsi fa divertire.

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