Home > Recensioni > Noam: Noam
  • Noam: Noam

    Noam

    Loudvision:
    Lettori:

Talmente

Talmente intimi che potrebbero suonare senza tanto disturbo in una vostra qualunque cena famigliare. Talmente minimal che non hanno neanche una pagina su Myspace. I Noam cantano di noi senza averci chiesto il permesso, ma tutto questo ci rende felici.

A Torino qualche anno fa girava un gruppo chiamato Chomski, dal quel nucleo nascono oggi i Noam con l’aggiunta della delicatezza di Tommaso Cerasuolo membro onorario dei Perturbazione.

Il risultato è un pop rock con risvolti impegnati, musica che scorre liscia dalla chitarra pulita e pizzicata fino ai vari scambi di ruolo dei musicisti che rendono così ancor più valore alla parola artista.

A volte dolci, a volte tetramente melanconici, i Noam c’entrano il bersaglio al primo colpo. La line up del gruppo d’altronde lasciava pochi dubbi.
Le due voci che danno fiato al progetto Noam sono la ciliegina sulla torta, regalando così ancor più intimità e sensibilità, peraltro già presenti a vagonate nelle sette track.

Se non sapete trovare voi stessi, se vi siete persi, ascoltate questo album e come una mano vi soccorrerà nel ritrovare la giusta via di casa.

Pro

Contro

Scroll To Top