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    Noctiferia

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Per aspera ad astra?

Difficili da assimilare i Noctiferia. La macrocategoria nella quale questi quattro ragazzi sloveni possono essere inseriti è senza dubbio il death/black sinfonico, ma, cosa strana, il disco presenta momenti più doom-oriented e cadenzati nei primi quattro brani per poi viaggiare su binari prettamente black/death, senza troppe variazioni sul tema, nelle track successive. La cosa che salta subito all’orecchio è l’ottima tecnica di cui i nostri sono dotati, elemento, questo, che permette di apprezzare la release. Se però lo si analizza bene, “Per Aspera” è un prodotto per nulla easy-listening e, in alcuni punti, un po’ troppo prolisso nonché poco originale, vuoi per la scelta di pezzi non molto diretti, vuoi per l’eccessiva ostentazione di virtuosismo strumentistico/compositivo. Anello di congiunzione tra Dissection, Dark Tranquillity, Six Feet Under e Covenant, i Noctiferia fondono cadenze tipicamente death/doom (“Seething Eye”) ad elementi di stampo tastieristico/melodico di scandinava memoria (“Fond Of Lies”, molto bello) senza mai assestare, purtroppo, quel colpo decisivo alla fuga dall’informe calderone “sotterraneo”. Un album senza infamia e senza lode, buono per i fan incalliti del genere, che potranno tuttavia trovare prodotti migliori alzando anche solo di poco il proprio sguardo. Da risentire.

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