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Noel Gallagher’s High Flying Birds al Rock in Roma 2015, report live e scaletta

Ieri sera, 9 Luglio 2015, si è esibito sul palco del Rock In Roma, presso l’ippodromo delle Capannelle, Noel Gallagher con i suoi High Flying Birds.
Dopo la brusca rottura col fratello minore Liam, Noel ha intrapreso la sua carriera da solista oltre gli Oasis pubblicando nel 2011 il suo omonimo album di debuto e quest’anno l’acclamato “Chasing Yesterday”.

I Noel Gallagher’s High Flying Birds accendono il palco puntuali alle 21:45 con “Shoot a Hole Into the Sun” e “(Stranded On) The Wrong Beach” e il pubblico esplode ad ogni ritornello. La Gibson rossa fiammante di Noel scalda l’atmosfera con i suoi accordi pieni che hanno a loro modo segnato e contribuito alla costruzione della storia del Britpop. A seguire l’incalzante giro chitarra di “Everybody’s On The Run”.
L’esecuzione dei brani più recenti come “Riverman” conferma l’impegno che il Gallagher maggiore sta mettendo nello scollarsi dal sound tipico degli Oasis; è bella ed elegante nel suo assolo e nella divagazione di sassofono sul finale. La voce di Noel, seppur non graffiante come quella del fratello, fa il suo dovere, è pur sempre un professionista.
I grandi singoli come “In The Heat Of The Moment” e “The Death Of You And Me” riscuotono il successo del pubblico che li canta a gran voce; ma come non negare che le vere esplosioni di gioia ci sono per “Fade Away”, “Whatever” e la storica “Champagne Supernova. Sono questi i brani che rivelano l’inevitabile: in fondo in fondo, la maggior parte dei fan era lì per questo.Tra un brano e l’altro si sente spesso il coro “Oasis Oasis” e quando un ragazzo in prima fila intona la strofa di “Whatever” Noel indicandolo gli dice :”ma chi è quel fottuto genio che ha scritto un pezzo simile”. Si sa che a modestia non si batte.
Il concerto continua con “We Know We Can’t Go Back” e la beatlesiana“If I Had A Gun…”.

Dopo la ballabile “AKA What a Life” Noel Gallagher chiude lo show facendo cantare l’intero parterre sulle note di un altro classico degli Oasis: “Don’t Look Back In Anger”. Non c’è stata una solo persona che non ne sapesse intonare il ritornello.

I Noel Gallagher’s High Flying Birds, chiaramente, non sono un gruppo qualunque. Portano con sé l’eredità (e l’ego) di uno dei gruppi più influenti degli ultimi anni. Il processo di emancipazione dall’identità anni ’90 degli Oasis è sicuramente un traguardo a cui Noel sta aspirando, ma da cui non sembra volersi allontanare fino in fondo. D’altronde in questi casi non sai mai se il tuo passato, artisticamente parlando, si rivelerà la tua condanna o la tua fortuna; il passato da cui partire e su cui piantare le fondamenta o la boa da cui non allontanarsi mai. Certo è che il pubblico degli High Flying Birds gli Oasis non se li è certamente dimenticati (Guarda le foto del concerto a Milano).

Dal pubblico, però, oltre al nome degli Oasis e quello di Noel, si levavano cori calcistici. Tra un “Totti Totti” e un “forza Lazio” (i toni erano chiaramente molto più accesi, ma non è questa la sede per riportare gli aforismi per intero), con tanto di bandiera al seguito, alla fine la ragione è stata svelata: a quanto pare Noel ha espresso la sua simpatia per la squadra della Lazio e “la delegazione biancoceleste era d’obbligo”. Così, tanto per informazione.

La scaletta del concerto dei Noel Gallagher’s High Flying Birds al Rock in Roma 2015

Shoot a Hole Into the Sun
(Stranded On) The Wrong Beach
Everybody’s on the Run
Lock All the Doors
In the Heat of the Moment
Fade Away (Oasis cover)
Riverman
The Death of You and Me
You Know We Can’t Go Back
Champagne Supernova (Oasis cover)
The Dying of the Light
AKA… Broken Arrow
Dream On
Whatever (Oasis cover)
The Mexican
Digsy’s Dinner (Oasis cover)
If I Had a Gun…
The Masterplan (Oasis cover)
AKA… What a Life!
Don’t Look Back in Anger (Oasis cover)

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