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    Noesìa

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Il guanto di sfida

In principio erano i Noisìa. Poi, per evitare beghe di omonimia con un gruppo olandese non meglio identificato, divennero i Noesìa. Dal 2004 ad oggi, il trio torinese ha sempre macinato concorsi, aprendo anche per colleghi come i Meganoidi e Marco Notari. Il 2010 è l’anno della nuova uscita: avendo all’attivo già due EP, sarà il primo full-length, starete pensando. E invece no. È un terzo EP, di cinque canzoni dalla struttura diversa ma dalla medesima levatura.

La produzione artistica è affidata a Nino Azzarà e il sound riporta all’indie-rock in salse varie. La costante aria uggiosa si accompagna ad arrangiamenti talvolta sodali con la mestizia del cantato; altre volte, invece, il post-punk fa salire i giri del motore regalando episodi più sferzanti.

“….scopri cosa c’è di male…”, dicono loro. E lo ripetono, lo ripetono senza sosta nel brano “Trasformi In Me”, con un invito che sottende la sfida. Un recensore suscettibile o, se preferite, troppo zelante, potrebbe sfoderare tutto il suo talento nel trovare l’imperfezione e, nonostante parta prevenuto, farebbe veramente una fatica del diavolo!
Per cui ci limitiamo all’unico appunto realmente condivisibile: basta EP. È ora di fare sul serio!

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Contro

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