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  • Noisekraft: The Neverending Nothing

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 10-04-2015

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In quanti modi può essere raccontata una storia? Marco Cella, in arte Noisekraft, per raccontare una storia usa la musica – o meglio, il suono – nel concept album “The Neverending Nothing”: un uomo sta annegando e vede la propria vita allontanarsi nel buco nero della fine dell’esistenza; negli ultimi istanti compie un viaggio a ritroso nella propria mente riflettendo su ciò che è stato, sulle sue azioni, sul suo futuro ormai irrealizzabile.

Raccontare il passato non è mai cosa semplice essendo spesso distorto, confuso, idealizzato, poco lineare. Noisekraft riesce a riprodurre tutti gli stati d’animo della situazione, musicalmente parlando, con la mescolanza dello shoegaze – che dà il senso di impalpabilità, inafferrabilità – insieme ad arpeggi di chitarra, la musica ambient e il synth. Ogni tanto una flebile e lontana voce, come un sussurro, si erge dal buio per tenere il filo della narrazione, insieme alla chitarra. L’elemento narrativo è ripreso anche nei titoli dei brani suddivisi in atto I, II, III, IV, ed epilogo. L’abisso nero dei ricordi viene idealmente assimilato al mondo del sogno (in fondo, i sogni e ricordi non sono tanto diversi, non esistono nella realtà attuale) consegnando all’ascoltatore sensazioni contrapposte, alcune pacifiche e altre inquiete, come suggeriscono le chitarre distorte di “Act II The Lighthouse” e di “Act IV Black Under Indigo”. Con l’epilogo si resta sospesi: dopo 7 tracce di immersione totale sott’acqua – ovvero, nei ricordi – in uno stato quasi embrionale, all’improvviso ci si trova all’aria aperta grazie a suoni che richiamano versi di uccelli. Una liberazione, forse perché si riemerge, forse perché si muore; difficile dirlo.

Un album oscuro di un one-man-band italiano, giovanissimo, che si rifà a paesaggi sonori nordeuropei, freddi, dipingendo tele letterarie e filosofiche che non raccontano la storia un uomo soltanto, ma l’esistenza di tutti, o quello che resta di essa. Di mentalità DIY, quindi auto-prodotto, auto-pubblicato, Noisekraft dopo diversi Ep/album arriva a un lavoro maturo e complesso, ponendo le basi per un futuro musicale fiorente.

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