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Nomination Oscar 2017 – Commenti e pronostici (prima parte)

Sono state annunciate nel pomeriggio di martedì 24 gennaio (con una modalità nuova rispetto al solito, una serie di interventi di ex nominati e premiati che ha causato più di una polemica per la freddezza e la programmaticità del tutto) le nomination per gli Oscar 2017 (qui l’elenco completo), che verranno assegnati a Los Angeles il 26 febbraio prossimo.

Tutto o quasi come da previsioni, con il record di candidature per La La Land di Damien Chazelle (ben 14, come “Eva contro Eva” e “Titanic”) e la seconda piazza per Moonlight di Barry Jenkins, con entrambi i registi che ottengono la nomination anche per la sceneggiatura.

Un po’ a sorpresa, invece, i film che chiudono il podio dei plurinominati (oltre agli ampiamente pronosticati Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan e Lion di Garth Davis) sono Arrival di Denis Villeneuve e La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson. La fantascienza filosofica ed “adulta” non è mai stata molto apprezzata dai membri dell’Academy (si pensi a “2001-Odissea nello spazio” o, più recentemente, a “Interstellar”), e la messe di candidature rappresenta già un discreto successo per il regista franco/canadese che con “Arrival” fa le prove generali prima d’impelagarsi nel progetto del seguito di “Blade Runner”, che già attendiamo spasmodicamente; manca al film la candidatura che appariva più scontata, quella per la protagonista Amy Adams. 

Per Gibson, invece, che crediamo comunque non vincerà nulla, un ritorno in pista dopo l’inevitabile ostracismo conseguente alle sue disastrose uscite e comportamenti, con un film “Dio, patria e famiglia” contenente però alcune tra le più belle scene di battaglia ammirate negli ultimi anni. Ma andiamo ad analizzare le categorie principali, per poi continuare nella seconda parte con quelle più “tecniche”.

Nove sono i candidati a miglior film, elenco che comprende, oltre alle sei pellicole già nominate qui sopra, la coppia “black” formata da Barriere di Denzel Washington e Il diritto di contare di Theodore Melfi (gli unici che non abbiamo ancora visto, non essendo ancora usciti in sala né passati in nessun festival europeo) e il bellissimo neowestern Hell or High Water di David Mackenzie, uno dei nostri preferiti, tanto da essere finito nella TopTen redazionale dell’anno appena trascorso.

Per la miglior regia, crediamo che Chazelle avrà vita facile anche se, per i motivi sopra nominati, è davvero un premio che Mel Gibson potrebbe portare a casa senza rubare nulla. In caso d’incetta di premi per “La La Land”, la statuetta a Villeneuve potrebbe rappresentare un risarcimento per “Arrival”, mentre Lonergan e Jenkins non crediamo abbiano alcuna chance.

Capitolo attori protagonisti: qui è il Casey Affleck di “Manchester by the Sea” il grande favorito, a meno che non prenda ulteriormente piede una polemica maturata in questi giorni, quella delle accuse di maltrattamento rivolte all’attore da sue compagne del passato: la faccia di Brie Larson mentre chiama l’attore sul palco a ritirare il Golden Globe di qualche settimana fa era davvero tutto un programma, costringendo la regia del programma a staccare immediatamente sulla sala.

Favorito numero due è naturalmente il Ryan Gosling di “La La Land” ma, al momento, più di un gradino sotto nei pronostici. Poche speranze per Andrew Garfield (e va bene così, la sua interpretazione è una delle cose che proprio non abbiamo apprezzato in “Hacksaw Ridge”) e, purtroppo, anche per Viggo Mortensen, che invece vedremmo salire volentieri sul palco per la sua vigorosa interpretazione in “Captain Fantastic”. Su Washington non ci pronunciamo, tranne che per ribadire che il buon Denzel è una delle star hollywoodiane che più adoriamo.

Per quanto riguarda le attrici, invece, assisteremo alla sfida più bella e aperta della manifestazione, per incertezza del risultato e qualità delle interpretazioni: non sappiamo proprio scegliere tra le bravissime Emma Stone (“La La Land”, già insignita della Coppa Volpi a Venezia per il ruolo), Natalie Portman (“Jackie”) e Isabelle Huppert (“Elle”) ma, se proprio dobbiamo esprimerci, il nostro cuore batte per l’attrice francese, all’occasione della vita per il film di Paul Verhoeven ingiustamente ignorato come film straniero. Nessuna speranza, a nostro parere, per Ruth Negga (unica candidatura di “Loving”) e per Meryl Streep, alla ventesima candidatura, record assoluto, con la sua stonata e amorevole “Florence”.

Arriviamo alle interpretazioni di supporto, cominciando questa volta dalle attrici dove, per una sorta di compensazione speculare, va in scena la sfida MENO interessante, che vedrà probabilmente trionfare la Viola Davis di “Barriere” (già Golden Globe) su Michelle Williams (“Manchester by the Sea”) e Nicole Kidman che rappresenta, a parere di chi vi parla, l’unica cosa accettabile di quella truffa sovrastimata chiamata Lion. Che porta il suo attore protagonista, a proposito di truffa, Dev Patel a concorrere come non protagonista per avere più possibilità (cosa che succede di sovente, basti pensare all’Alicia Vikander di “The Danish Girl” dello scorso anno).

Il favorito pare essere comunque Maershala Ali di “Moonlight” (una delle poche statuette che potrebbe portare a casa il film di Jenkins nonostante la tante candidature), ma il nostro cuore batte per il Jeff Bridges di “Hell or High Water” o, in alternativa, per il rude poliziotto Michael Shannon di “Animali notturni”, unica candidatura per il film di Tom Ford, ingiustamente e abbastanza inspiegabilmente ignorato dai membri dell’Academy (ma non è l’unico grande film dell’anno lasciato quasi a bocca asciutta, ne riparleremo).

Chiudiamo questa prima parte di analisi e pronostici con le sceneggiature, partendo da quelle originali. Ecco una categoria, a nostro parere, dove Lonergan potrebbe sconfiggere Chazelle, e dare un altro Oscar a “Manchester by the Sea” dopo quello per il miglior attore. Interessantissimi, comunque, i contendenti, con lo script del nostro amato (ormai lo avrete capito) “Hell or High Water” di Taylor Sheridan e l’unica candidatura per la distopia surreale The Lobster per la coppia greca Efthymis Filippou e Yorgos Lanthimos. Per quanto riguarda gli adattamenti, invece la sfida dovrebbe restringersi sostanzialmente a due contendenti: Barry Jenkins e l’autore del romanzo di partenza Tarell McCraney per “Moonlight” e Eric Heisserer per “Arrival”, con i primi nettamente favoriti.

L’appuntamento è per domani allora, dove parleremo di animazione, film stranieri, categorie tecniche e, ebbene sì, anche di ITALIA …

(continua)

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