Home > Zoom > Non giudicateli oggi…

Non giudicateli oggi…

Non giudicateli oggi… perché in fin dei conti gli Iron Maiden ci hanno sempre saputo fare, dimostrando di capire il mercato e il musicbiz più di chiunque altro.

Ci hanno capito quando non erano nessuno e, per farsi conoscere, hanno usato quei dipinti orrorifici in copertina a tutti noti.
Ci hanno capito quando hanno azzeccato nella “Sirena”, al secolo Bruce Dickinson, un cambio di rotta rispetto all’ingombrante Paul Di’Anno.
Ci hanno capito quando hanno messo in scena, sui live set, veri e propri teatri, con tanto di pupazzi e di piramidi.
E se quell’errore chiamato Blaze Bayley è stato solo una svista durata poco meno di cinque anni, ci hanno capito quando, nel ’99, hanno fatto marcia indietro, pagandone le spese: spese che, oltre alla riassunzione di Bruce, si chiamavano Adrian Smith (che lo aveva seguito, fedelmente, nell’avventura solista), rientrato nella band dopo nove anni di assenza e divenuto terza ed originalissima chitarra.

Ci hanno capito quando, alle soglie della nuova era digitale, sono stati tra i primi ad avere un sito internet. E dimostrano di capirci ancor oggi che, persa ormai ogni freschezza compositiva, hanno capito che il mercato tira solo coi concerti. Così, per mantenere vivo il ricordo di una band definitiva, inventano di tanto in tanto delle melodie pacchiane, album privi di senso, ma col precipuo scopo di girare di nuovo in tour.

Ma poi, alla fine, chi sono davvero gli Iron Maiden, quelli ahinoi morti con “Fear Of The Dark”?
Innanzitutto, sono gli inventori del metal classico, quello made in U.K. o, per usare un acronimo, della N.W.O.B.H.M.. Band colta, con tanto di lauree e di brevetti per pilota. Con una propria squadra di calcio ed un team da far impallidire anche i Metallica.
Ma soprattutto hanno saputo farsi amare. Perché i Maiden non hanno mai voluto impersonare l’immagine dei cattivi ragazzi. “The Number Of The Beast”, a ben vedere, è solo una erudita citazione. Loro erano a volte epici, a volte indossavano i panni degli storici, degli esoterici, degli studiosi del vecchio testamento. Insomma, una band di proporizioni ciclopiche, il cui nome lo trovate anche tra le definizioni delle parole crociate.
Schivi, ma non troppo. Burloni, come quella volta che li volevano far suonare in playback e, per protesta, si sono scambiati gli strumenti durante lo show.

Così, alle porte del 21 millennio, una band seminale del genere merita rispetto. Profondo.
Pertanto, come non si ride del vecchietto che traballa sul bastone, vi vietiamo categoricamente di ridere dei nuovi album degli Iron Maiden!

Scroll To Top