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Non sempre i primi vincono

Hitachi deve averla pensata proprio così quando ha dovuto fare i conti col flop delle sue supertecnologiche videcamere Blu-ray. Erano state pubblicizzate come le prime al mondo in grado di registrare film in HD subito riproducibili sui nuovi player da tavolo. Peccato che rimarranno anche le ultime visto che, se non si verifica un miracolo, difficilmente le vedremo più in vendita nelle catene audio/video.

Dovevano rappresentare il futuro della ripresa amatoriale ma rimarranno come qualcosa “visto in TV” ma poi finito nel dimenticatoio. Eppure gli investimenti fatti dal colosso asiatico devono essere stati notevoli perché la tecnologia per realizzarle non era sicuramente a buon mercato. In diversi casi dietro l’insuccesso di un prodotto ci sono fattori estranei alla qualità e alla funzionalità del prodotto. Basti pensare al Betamax che pur essendo migliore del VHS fu abbandonato perché le Major cinematografiche preferirono puntare sul concorrente.

Nel caso Hitachi, invece, tutto è stato sbagliato. I tempi, troppo anticipati per uno standard, quello del Blu-ray, che ancora oggi tarda ad affermarsi. La fascia di prezzo, poi, troppo alta per sperare di raggiungere quelle economie di scala che avrebbero permesso di recuperare gli investimenti. E, fattore più importante di tutti, la funzionalità. Mentre il mercato delle videocamere andava verso le memorie flash, il produttore asiatico ha deciso di investire su un supporto ottico trascurando i tanti aspetti negativi che questo comporta.

Usare dischi per le riprese rende la camcorder più ingombrante, più rumorosa e meno affidabile a causa delle parti meccaniche in movimento. Anche se un disco Blu-ray offre una capacità molto superiore rispetto ai DVD, registrando in HD ci si riesce a salvare circa un’ora di video, mentre con le memorie integrate la capacità e notevolmente superiore. In parte questo aspetto è stato preso in considerazione perché le videocamere di Hitachi offrivano un sistema ibrido che integrava anche la possibilità di registrare su un hard disk interno.

Ma allora perché insistere anche sul Blu-ray visto il recente insuccesso delle DVD Cam? Più sono le parti meccaniche in movimento, e maggiori sono i consumi con la conseguente riduzione dell’autonomia delle batterie. Senza considerare, poi, le spese di gestione: i supporti ottici su cui registrare da 8 cm che hanno una capacità di 7,5 GB (contro i 25 GB di quelli da 12 cm) sono difficili da trovare e costano molto: per un solo disco si superano i 20 euro.

Così, chi ha acquistato una di queste nuove fiammanti videocamere superinnovative, nella speranza di essere uno dei primi a dotarsi di una tecnologia nuova che avrebbe dovuto affermarsi come standard per il futuro, si è ritrovato tra le mani un prodotto quasi inutilizzabile.

Il Blu-ray ha avuto un certo successo solo per la fruizione di contenuti in alta definizione per il mercato domestico, ma difficilmente diventerà quello che è stato per anni il DVD. Difficilmente vedremo in Italia Blu-ray recoder da tavolo, anche se su altri mercati qualcuno ci ha provato come Sony col BDZ-EX200 e Panasonic col DMR-BS 850. Quest’ultimo, a dire il vero, è anche possibile trovarlo su qualche store online, ma costa oltre 1000 euro.

Difficilmente chi ha la passione delle riprese si doterà di un PC con masterizzatore Blu-ray per riversare i video su questi supporti. Oggi è molto più semplice salvare il tutto su piccoli hard disk da collegare direttamente ai box multimediali senza dover perdere tempo in lunghe operazioni di montaggio video e authoring. Un altro esempio di come si possano mandare in fumo milioni di euro e mettere a rischio l’esistenza stessa di un’azienda.

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