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Non solo “Hunger Games”: I 4 film Young Adult da tenere d’occhio nel 2014

Mentre “Hunger Games – La Ragazza di Fuoco” (qui la nostra recensione) macina dollari al box office e Jennifer Lawrence assurge sempre più al ruolo di star, la competizione hollywoodiana non sta certo a guardare. Il serbatoio di letteratura young adult (YA) è colmo fino all’orlo e pronto a essere sfruttato su grande schermo. Un paio di tentativi da saghe piuttosto famose sono già naufragati miseramente al botteghino; se la colpa sia di una realizzazione abbozzata, di un fandom incapace di fare cassa o del risicato valore delle vicende di partenza lo lascio decidere a voi.
Nel frattempo vi segnaliamo le uscite più interessanti del 2014 nella corsa all’adattamento di celebri YA. L’impressione è che tra le varie proposte almeno un paio di titoli possano fare bella figura e perché no, avere successo presso il pubblico tutto.

“How I Live Now” di Kevin Macdonald – uscito il 4 ottobre nel Regno Unito (trailer)
Tratto dall’omonimo romanzo di Meg Rosoff del 2004, sembra la produzione più riflessiva e curata tra quelle imminenti. Dietro la macchina da presa il regista de “L’ultimo Re di Scozia” e “The Eagle”, davanti la talentuosa Saoirse Ronan nei panni di Daisy, una 15enne newyorkese con numerosi problemi psicologici (chiaro almeno nel libro che soffra di anoressia) che viene ospitata da alcuni cugini inglesi in una sperduta fattoria e rimane bloccata in Inghilterra per lo scoppio di un’ipotetica terza guerra mondiale. Nonostante il contesto drammatico della vicenda, il libro ruota tutto intorno alla ricerca di sé e alla interiorità della sua fragile protagonista.
I primi commenti non sembrano esattamente entusiasti, ma il trailer fa ben sperare. Il libro ai tempi ottenne il plauso della critica proprio per la rilevanza dei contenuti e lo stile particolare delle riflessioni della protagonista, perciò potrebbe trattarsi di una pellicola godibile anche da un pubblico maturo.

“Divergent” di Neil Burger – 21 marzo 2014 negli Stati Uniti (trailer)
La Summit si è accaparrata la più valida alternativa a Hunger Games, la trilogia “Divergent” di Veronica Roth. Non solo, ci ha anche messo parecchi soldi nel tentativo di realizzare una pellicola di fattura non scadente, mirando apertamente a un pubblico ben più vasto di quello che ha assicurato l’enorme successo della versione cartacea. Nel cast figurano giovani esordienti ma anche Kate Winslet, irrinunciabile selling point per il pubblico adulto. La storia è ambientata in una Chicago distopica con molti echi alla trilogia di Suzanne Collins. Beatrice è una 16enne che si sottopone come i coetanei a un test attitudinale per determinare la sua appartenenza a una delle cinque fazioni in cui è stata divisa l’intera umanità; il suo esito, equivalente in ben tre categorie, fa di lei una divergente, esseri umani destinati a morte certa perché giudicati pericolosi per la società. La protagonista prende il nome di Tris e tace sul suo segreto, decidendo di entrare nella fazione di coloro che eccellono per coraggio e finendo invischiata in complotti, intrecci amorosi e sfide avventurose.
Siamo di fronte al succedaneo di Hunger Games, forse appesantito da qualche cliché aggiuntivo. Difficile però dire se farà la fine di “City of Bones” (con cui però non condivide certo il livello produttivo, qui molto superiore) o se avrà successo. Dal trailer non si annuncia niente di sconvolgente, ma se l’aspetto distopico si rivelasse intrigante, potrebbe valere un pomeriggio al cinema. Certo che il regista Neil Burger al momento ci ha regalato quasi solo robaccia, quindi non sono autorizzata ad essere eccessivamente ottimista.
[PAGEBREAK] • “The Fault in Our Stars” di Josh Boone – 6 giugno 2014 negli Stati Uniti
Primo romanzo di John Green a finire sul grande schermo, primo romanzo di quello che è forse lo scrittore di YA più celebre e celebrato.
“The Fault in Our Stars” verte attorno al rapporto tra due giovani accomunati da un difficile quadro clinico: Hazel è una sopravvissuta a un cancro al quarto stadio, Augustus è un ex atleta a cui hanno amputato una gamba. I due si incontrano al gruppo di supporto che la sedicenne è costretta dai genitori a frequentare e ne nasce un intenso interscambio, innescato dalla passione per i libri e dall’intelligenza pungente che i due condividono. Fornire altri dettagli sarebbe uno spoiler imperdonabile, ma non mi sembra scorretto avvertirvi che siamo di fronte a un vero e proprio film piangerone.
Il film è in corso di riprese, cadenzato da video dietro le quinte ed interviste pubblicate sul canale dei fratelli Green. Sull’esito è difficile pronunciarsi: scrittore con forte controllo sul set e sul cast di esordienti e mostri sacri (Willem Dafoe e Laura Dern), regista praticamente esordiente. Difficile giudicare il nulla, ma certamente i Green sapranno promuovere la loro creatura al meglio, quantomeno nella sfera d’influenza internettiana.

“The Maze Runner” di Wes Ball – 18 settembre 2014 in Italia
Prendiamo un bel respiro, perché qui parliamo di YA ma anche di fantascienza e mondi distopici. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una trilogia più quarto volume di prequel, stavolta a firma maschile, James Dashner. Stavolta il libro parte direttamente da un misterioso ascensore che spalanca le sue porte sulla Radura, un luogo misterioso dove Thomas si trova a diventare membro di una comunità autonomamente formatasi tra i giovani maschi giunti lì con il medesimo mezzo. Nessuno di loro ha ricordi della propria vita precedente all’arrivo in quel luogo, ma tutti sono ben consapevoli che il labirinto che circonda il loro habitat e impedisce i contatti con il resto del mondo è popolato da spaventose creature che capai di causare dolori acuti (ma anche frammenti di ricordi), trattenute solo da un muro enorme che si frappone tra la Radura e le stesse. Thomas si unisce al gruppo dei Runner, coloro che tentano da due anni di risolvere il rompicapo del labirinto e di riacquistare la memoria.
Wes Ball, art director e curatore delle animazioni del cervellotico e autorialissimo “The Beginners” è quantomeno una scelta inconsueta per questo filone e fino a poco tempo fa, non era nemmeno un regista vero e proprio. D’altronde, insieme alla trama densa di mistero, il suo è l’unico nome che susciti curiosità in un marasma di esordienti e giovanissimi, fan di “Teen Wolf” esclusi. Decisamente il progetto più bizzarro (e scaccione), l’incognita di questo quartetto.

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