Home > Report Live > Non tutto il trendy vien per nuocere

Non tutto il trendy vien per nuocere

C’è forse un’artista che rappresenti meglio la musica pop del 2008? Lavora dietro le quinte del mondo musicale da anni ma, con il suo album eponimo, Santogold – Santi White è il suo vero nome – sembrava essere sbarcata dal nulla. Forte delle sue collaborazioni con alcuni dei grandi nomi della musica elettronica e hip hop (Diplo, Sinden, Spank Rock e Switch), “Santogold” è stato accolto con una gran fanfara. Adesso il volto di Santi White si vede dappertutto sui cartelloni delle campagne pubblicitarie della Converse.

Vista tutta questa pubblicità che la circonda, aggiunto il fatto che l’evento di martedì sera al Circolo degli Artisti di Roma è stato ospitato da MySpace, si poteva immaginare una serata fastidiosamente trendy. Ma, anche se gran parte del pubblico ha l’acconciatura fashion e gli occhiali grossi, la musica è euforica fin dall’inizio e tutti rispondono di conseguenza.

L’ibrido dub rock di “You’ll Find A Way” apre il set, e subito dopo viene il singolo “L.E.S. Artistes”. Sarà questo il formato dello spettacolo: nessuna canzone dura più di tre minuti e non si perde tempo con introduzioni o chiacchiere. Tranne un “grazie” ogni tanto, White non dice niente. In effetti, non ha una voce particolarmente espressiva e non sembra essere portata per l’improvvisazione, ma la sua presenza è carismatica e la musica parla da sola.

L’ingegno di Santogold è nella sua abilità nel far emergere i nessi fra l’hip hop, lo ska, il dub, l’indie, la new rave e l’electro. Le influenze esterne sono palesi e i paragoni potenziali abbondano (di solito si citano M.I.A., Bjork, Gwen Stefani e Grace Jones), ma il risultato è veramente originale.

La serata offre anche parecchie canzoni brevi del superlativo mixtape “Top Ranking”, realizzato a quattro mani con Diplo, compresa la cover di “Guns Of Brixton” dei Clash, qui intitolata “Guns Of Brooklyn”, e la bellissima “Get It Up”, registrata con Esau Mwamwaya e Radioclit, che miscela un canto africano con un basso martellante.

Le ballerine meritano una menzione speciale: con la loro precisione sincronica e militare, i bronci congelati e il lamé d’oro, rubano la scena. Stanno lì immobili, e tutt’a un tratto esplodono in movimenti convulsi. Al momento di invitare alcuni ragazzi del pubblico sul palco per l’ultima canzone, “Creator”, White li avverte, “Attenti, o vi prendete qualche pugno dalle mie ragazze”.

Scroll To Top