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Toniutti: Non voglio mica la luna

La discografia sta passando un momento di crisi e i cd non si vendono più come una volta. Le motivazioni sono tante, attribuibili a molteplici fattori tutti collegati e collegabili fra loro: dal file sharing, alla corrente inflazione, ai prezzi sempre più alti. La questione è da tempo molto calda e le opinioni contrastanti, ma molti musicisti, rimboccandosi le maniche, hanno cercato di dare un loro contributo alla spinosa questione attuando spesso soluzione ingegnose. Il signor Toniutti, cantautore romano, è uno di questi. Il suo nuovo album “La città vicino alla luna”, primo vero full length del cantante, è infatti disponibile in rete con una simpatica, ma non del tutto bislacca, formula.

“La città vicino alla luna” è un ricercato mix di pop rock dai tratti cantautoriali: non velati i richiami ai nomi più importanti della musica italiana, da Ivan Graziani sino a Max Gazzè e grande è la cura per gli arrangiamenti, molto ricchi e ricercati ma fondamentalmente sobri e mai futili. Si intravedono qua e là echi elettronici, così come una componente squisitamente rock destrutturata, decostruita e riproposta in una veste originale, delicata ma comunque densa.

Volete far vostro quest’ultimo lavoro di Toniutti? Bene sborsando la modica cifra di 9 euro potrete acquistarlo comodamente dal web (http://toniutti.bandcamp.com/album/la-citt-vicino-alla-luna-2). E fino a qui nulla di anormale, ormai l’acquisto di musica attraverso internet è uno dei mezzi più usati dagli artisti e dalle case discografiche. Ma il buon Toniutti vuole osare di più. Sborsando infatti la non proprio modica cifra di 999 euro (o più se volete) avrete diritto a una fornitura a vita di tutti i futuri lavori dell’artista romano, e se non bastasse, verrete omaggiati anche con l’ingresso, per voi e un’altra persona, naturalmente sempre a vita, a tutti i suoi concerti.

Si tratta, chiaramente, di una giocosa provocazione – la cifra, in effetti, sarebbe fantascientifica anche per il fan più accanito, tanto più che Toniutti è ancora praticamente un esordiente. Dietro lo scherzo, tuttavia, si cela probabilmente un’idea, un nuovo orizzonte che forse varrebbe la pena di prendere in maggior considerazione, specie in tempi di magra per il mercato musicale tradizionale quali quelli odierni. Di fatto, ripensare il meccanismo di passaggio dall’artista all’ascoltatore, intendendolo come un flusso continuo, un rapporto di fidelizzazione reale, piuttosto che un “percorso a tappe” come accade oggi, potrebbe forse aprire agli artisti più intraprendenti una nuova via per ovviare alla flessione delle vendite, attraverso il coinvolgimento di molteplici aspetti della realtà professionale, dell’offerta di un artista (considerando che i live rappresentano oggigiorno la principale fonte d’introiti per i musicisti).

Certo, poi bisognerebbe poi considerare se il gioco valga la candela. C’è pur sempre sia la possibilità che l’artista interrompa la propria carriera musicale a causa di varie e ipotetiche variabili come la mancanza d’ispirazione, la permanenza in una spiaggia assolata dei Caraibi tra mojitos e señoritas, o la prematura morte (si gratti gli zebedei signor Toniutti), mandando in fumo così il nostro investimento pecuniario.

Quella di Toniutti è quindi una provocazione, ma bisogna dargli il merito di aver gettato le basi per un’idea importante. Ora si tratterà di vedere se questa sorta di abbonamento musicale atto a premiare la fedeltà dell’ascoltatore avrà un futuro e sarà applicata su larga scala. Chi vivrà vedrà!

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