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Normattiva e l’utente (purtroppo) passivo

Lo scorso 17 marzo, un comunicato stampa del Senato dava l’annuntio vobis di un evento che avrebbe dovuto cambiare la storia del nostro Paese: nasceva www.normattiva.it.
Normattiva è un portale dove troverete finalmente pubblicati tutti gli atti normativi “numerati” (ossia leggi, decreti legge, decreti legislativi e quant’altro).

Portare le norme dal marmo delle Camere alla polvere delle strade significava restituire ai cittadini una loro proprietà indiscussa: la legge. Una proprietà da cui sono stati sempre tenuti lontani e che invece doveva essere l’espressione della loro stessa volontà.
Normattiva era anche la soddisfazione di quegli studenti perennemente alle prese con ricerche impossibili su decreti ancora in vigore, ma risalenti al lontano Regno Unito, sconosciuti anche allo stesso professore.

Ebbene, il personale della Zecca dello Stato che cura il portale ha fatto davvero un ottimo lavoro. Finalmente, quanto auspicato dalla legge 388/2000 è diventato realtà: lo Stato fa il suo ingresso nel web e si mette al sevizio dei cittadini.
È la fine delle estenuanti ricerche su blog e su siti costellati da pubblicità.

Ma c’è di più. Il sito, che è ovviamente gratuito, non solo fornisce il testo attuale della norma, ma anche quello storico, con tutte le modifiche subite nel corso della sua vita. Insomma, un enorme vantaggio in termini di tempo e di attendibilità, poiché non sempre quello che viaggia sul web è d.o.c.

Purtroppo, l’avvenuta apertura di questo portale non ha avuto la risonanza che avrebbe meritato.
Una notizia di questo spessore doveva essere pubblicizzata molto di più di quanto è effettivamente accaduto. Alzi la mano chi ha sentito parlare di Normattiva prima di questo articolo. Pochi. Purtroppo.

In TV, di solito, comunicazioni di questo tipo sono trasmesse sulla rete pubblica e vengono contrassegnate dalla “P” di Pubblicità Progresso. Si tratta di quelle pubblicità che si incanalano tra il viso angelico della testimonial di una compagnia telefonica e qualche rotolo di cartigienica.

Attori? Cantanti? Neanche l’ombra di una madrina per Normattiva. Chi si è trovato al posto giusto al momento giusto, ricorderà a malapena uno spot con un bimbo al pc a cui dei cartoni animati parlavano di questo nuovo sito.
Rapido e indolore, lo spot si è perso subito.

Della stampa, solo una testata – per di più specialistica – ha salutato la notizia. Che sia una ripicca nei confronti dell’acerrimo nemico, il computer, che da qualche anno si è messo in testa di spedire la carta stampata su in soffitta!

Anche sul web i riferimenti sono scarsi, se si escludono i siti istituzionali. È curioso che, effettuando una ricerca su un motore di ricerca e scrivendo “Normattiva”, uno dei primi risultati è… una pagina di Facebook!

Ma perché, in un periodo dove la parola d’ordine è “informazione“, un’idea tanto rivoluzionaria ha avuto una risposta così contenuta? È mai possibile che in un Paese che si professa la patria del diritto, quello che più più “vende” è un ritrito reality, l’omicidio del mese o soggetti finti qualificati che blaterano nei talk show? Potrei farvi un calendario con tutte le date in cui, città per città, avverrà il passaggio al digitale terrestre: video informativi, pubblicità e quant’altro lo hanno ripetuto all’infinito. Ma nessuno ha saputo inventare un modo per informare l’Italia delle sue leggi e dell’esistenza di diritti che tutti ignorano.

Mi vengono allora in mente le parole del comico Paolo Rossi quando disse “il popolo è diventato telespettatore, applaude, si indigna, vota, ma poi, va a dormire“.

Un ultimo discoro merita di essere accennato: non si tratta di una raccolta ufficiale.
Ecco, infatti, quanto è scritto nell’avviso legale pubblicato sul sito:

“I Testi sono disponibili agli utenti al solo scopo informativo. La raccolta, per quanto vasta, è frutto di una selezione redazionale. La Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., non sono responsabili di eventuali errori o imprecisioni, nonché di danni conseguenti ad azioni o determinazioni assunte in base alla consultazione del portale.”

E questo, in un mondo dove ormai ogni testo nasce già in formato digitale, sembra un controsenso.

A questo punto, bisogna anche sperare in un identico meccanismo per la diffusione anche delle sentenze della giurisprudenza. Perché la giustizia, così come la legge, viene amministrata in nome del popolo.

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