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Il malinconico mondo di Giancarlo Erra

Prova del fuoco per Giancarlo Erra, debutto atteso dopo il non solo promettente ma già convincente Promo CD-R di qualche tempo fa. Prevedibilmente “Sol29″ è la realizzazione a tutto tondo di quanto già dichiarato in precedenza, metà delle tracce del full length sono migrate proprio da quel dimostrativo e i nuovi pezzi si muovono sulle medesime coordinate: Porcupine Tree primo periodo a spasso con i Pink Floyd più spaziali, rock psichedelico rilassato che si basa sull’interazione tra tappeti di tastiere e fraseggi di chitarra. “Sol29″ non delude le aspettative, le tracce non incluse nel precedente si muovono ancora di più su territori melanconici, dando maggiore importanza alla spazialità che non alla concretezza, dilatando l’album in un modo sottile, rendendolo però morbido e non indigesto, allargandone ulteriormente gli sfocati orizzonti che a tratti sfociano quasi nell’ambient. Arma in più di nuovo quelle aperture gradite che confortano e rilassano, un raggio di sole che scalda solo per un attimo, quanto basta. Una proposta nostrana che non ha nulla da invidiare a molti blasonati stranieri (ai quali evidentemente si ispira), partendo dal songwriting maturo e passando per un’autoproduzione cristallina ma emozionale, tutto è al posto giusto in un lavoro curato anche sotto l’aspetto grafico: etereo, sognante, al tempo stesso vivo ed efficace. Il progetto Nosound raggiunge il suo zenith con una raccolta di materiale che non ha cadute di tono, sicuramente non un disco per ogni momento, ma il genere di ascolto che sprofonderà nell’abisso (s)piacevole dei propri pensieri il rocker malinconico, il romantico amante della psichedelia o l’appassionato di ambient che cerca qualcosa di più tangibile per le sue rilassanti scampagnate mentali. Certamente un regalo gradito anche per chi rimpiange il vecchio (giovane) Steven Wilson.

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