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Not another teen movie

Presentato nella sezione “Controcampo Italiano”, “Cosmonauta” ha incassato gli applausi di una Sala Grande stracolma ed entusiasta alla prima proiezione per il pubblico veneziano. Al termine della conferenza stampa abbiamo fatto due chiacchiere con la regista esordiente Susanna Nicchiarelli, anche attrice e sceneggiatrice del film, storia di una formazione adolescenziale nell’Italia dei primi anni sessanta, quelli della corsa allo spazio, delle prime spedizioni sovietiche e dei sogni di gloria del comunismo nostrano.

Susanna, qual è stata l’idea seminale di questa commedia a metà strada tra spaccato storico-politico, percorso di crescita adolescenziale e rievocazione dei primi viaggi nello spazio?
Quello che volevo era raccontare la storia di un’adolescenza, e lo volevo fare in modo leggero e spensierato, la parte relativa agli eventi storici e politici è funzionale a quella narrazione e per questo ho tenuto di proposito un tono giocoso anche su quel lato. Luciana, la protagonista, è una sognatrice pasticciona piuttosto che una ribelle con reali convinzioni politiche.

Quindi non si tratta di un ripescaggio nostalgico di certe atmosfere tipiche di un’Italia che non c’è più.
Assolutamente no. Volevo evitare l’operazione nostalgia, perché volevo che il mio film parlasse anche e soprattutto alle nuove generazioni, per recuperare un pezzo di storia di cui non si discute spesso e che pochi conoscono. Ed è proprio la distanza da quei fatti che mi ha consentito di trattarli con ironia.

Anche il delizioso corto di animazione che introduce il film, “Sputnik 5″, è una piacevole sorpresa in questo senso. Ti riferisci ai primi esperimenti spaziali dei russi all’inizio degli anni sessanta in piena guerra fredda.
Esattamente. Quel momento storico era pieno di speranza e ottimismo, gli stessi sentimenti che animavano la vita di molti adolescenti in quel periodo. E ho scelto i toni della fiaba per raccontarlo.

Ma c’è qualche relazione con il quarantesimo anniversario dell’uomo sulla luna, che cade proprio quest’anno?
No, è stata una pura coincidenza. Due anni fa, quando ho cominciato a scrivere la sceneggiatura, non ci pensavo proprio.

La colonna sonora è molto particolare, ogni tanto il film sembra quasi virare al musical.
Infatti la mia intenzione iniziale era di fare un musicarello. Volevo un approccio leggero, allegro. Ecco perché ho scelto di prendere le canzoni degli anni sessanta e riproporle nella nuova versione dei Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, chiamando alla supervisione Max Casacci dei Subsonica. Le versioni originali avrebbero fatto scattare il meccanismo nostalgia, invece in questo modo spero di parlare anche ai più giovani. L’anacronismo che si crea con questa operazione è funzionale e, credo, gradevole.

I ragazzi che hai scelto per i due ruoli principali, Miriana Raschillà e Pietro Del Giudice, che nel film sono fratello e sorella, sono molto bravi. Come li hai scoperti?
Sì, sono proprio in gamba, pur non essendo attori professionisti. Siamo andati a cercare ragazzi davanti ai licei, e quando ho visto Miriana e Pietro ho pensato che fossero perfetti.

“Cosmonauta” esce l’11 settembre distribuito da Fandango.

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