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Note di una notte di mezza estate

Due mesi e due giorni dopo il Rock in Idrho, i Flogging Molly tornano nei pressi di Milano: al Carroponte di Sesto San Giovanni, per l’esattezza. Tale deve esser stato l’entusiasmo del pubblico italiano da convincere gli organizzatori a infilare questa data postuma nella già fitta scaletta di date, osando un 17 agosto milanese.

Il caldo è più che insopportabile, l’afa la solita di un agosto in città. Il Carroponte accoglie i presenti con i suoi led rossi che accompagnano verso il palco “grande”. L’afflusso è più numeroso di quanto ci si potesse aspettare con una nutrita schiera di persone reduci dal concerto dei NoFx del giorno precedente.

Gli Street Dogs sono i primi a entrare in scena: dopo due date annullate negli ultimi due anni finalmente riescono a salire su un palco italiano per scaricare sul pubblico il loro street punk. Non abbastanza conosciuti per scaldare tutti, ma abbastanza per sollevare cori dalle prime file. Una manciata di brani, fra cui “Fighter” intrecciata alla celebre “Guns Of Brixton” dei Clash.

Da Boston alla California: spazio ai Flogging Molly che si incamminano sul palco nelle loro classiche mise: Guinness alla mano, maglie verdi e un look più estivo (ma non troppo) per il frontman, che si presenta in occhiali e camicia bianca a manica lunga, questa volta senza cravatta.
In un giusto equilibrio di musica e parlato i sette rompono gli indugi con “The Likes Of You Again” per poi proporre numerose tracce dai loro ultimi due dischi: “Float” e il più sperimentale “Speed of Darkness”.

Dave King si presenta allegro e con una gran voglia di scherzare. Sapendo che i NoFx hanno suonato la sera precedente chiede quanti fossero presenti per poi lanciarsi in una sentitissima dedica a Fat Mike: “è un essere umano fantastico. La prossima canzone è dedicata a lui“. E via con l’attacco di “Selfish Man”.

Il pogo più feroce sottopalco si scatena alle prime note di “Drunken Lullabies”, ma con l’avanzare della scaletta c’è spazio per i lenti e per un duetto dei coniugi King: Bridget e Dave cantano insieme “So Sail On” e “Factory Girls”.
Il cantante dal ciuffo color carota interagisce nuovamente con il pubblico ringraziando per l’affluenza, per la bella location e manda un pensiero a chi ha perso il lavoro a causa della crisi, invitando a tenere duro e rimanere a galla con “Float”.

La conclusione arriva dopo un’ora e tre quarti con la scarica di “Seven Deadly Sins” cantata e ballata dai più.
I Flogging ringraziano, il pubblico ringrazia e tutti tornano a casa sudati e contenti!

The Likes of You Again
Swagger
Speed of Darkness
Requiem for a Dying Song
The Worst Day Since Yesterday
Revolution
Selfish Man
Saints & Sinners
Drunken Lullabies
So Sail On
Factory Girls
The Wanderlust
Oliver Boy (All of Our Boys)
Tobacco Island
Rebels of the Sacred Heart
Devil’s Dance Floor
If I Ever Leave This World Alive
Don’t Shut ‘Em Down
Salty Dog
What’s Left of the Flag

Float
Seven Deadly Sins

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