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Dalla Toscana una ventata di oltremanica

Dopo l’esordio “The Youth Album”, i pisani Novadeaf tornano sulle scene con “Humoresque”, album che segue le orme del predecessore dimostrandosi però più maturo, sia nel sound che nelle idee, mantenendo un ottimo livello di liriche in inglese. L’introduzione, seppur abbastanza limitata, di piano e synth, dà quel tocco di varietà ad un sound comunque sempre ottimo. Ogni musicista della band proviene da esperienze e ispirazioni musicali piuttosto diverse ma ciò non influisce minimamente sul risultato finale del disco in cui ogni traccia si amalgama alla perfezione con quella precedente e quella successiva. Rock poco italiano che fa bene alla musica italiana.

Certo, si sarebbe potuto osare di più. Magari qualche assolo di chitarra in più, qualche esperimento in più col synth, una produzione più coraggiosa nel far emergere alcune piccole sonorità e alcuni piccoli dettagli. Però i Novadeaf sanno coinvolgere ed emozionare, sia quando accelerano il ritmo (“It Ends With A Smile” e “Axolotl”) sia quando rallentano (la struggente “Come What May, “An Intruder”). Duri come in “Fall From Grace Together” non li avevamo mai sentiti e ci piacciono anche così. Un po’ di Radiohead, un po’ di Pearl Jam, un po’ di Bowie ed ecco “Humoresque”. Buon ascolto, non ve ne pentirete.

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Contro

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