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Novembre: L’attesissimo ritorno dei Capitolini

In grado, nel corso degli anni, dapprima di creare, e poi di perfezionare, consacrandolo con quest’ultimo “Materia”, un sound personale ed inequivocabile, i Novembre si riconfermano oggi band dai personalissimi chiaroscurali emotivi trascritti su pentagramma. A parlarci dei loro passato, presente e futuro, un disponibilissimo Carmelo.

Sono trascorsi in realtà cinque anni dall’ultimo album d’inediti, con un 2004 abbastanza critico per il gruppo. Rinascete ora con “Materia”, sotto nuovo contratto con la Peaceville: semplice novità, oppure qualche screzio in casa Century Media? Quali difficoltà avete dovuto affrontare?
Be’, abbiamo deciso di lasciare la CM. Non ho particolare piacere a parlare (anche male) di quella gente. Hanno una politica decisamente perdente. Farebbero molto meglio a lavorare in Borsa. Penso che a salvarli siano soltanto le supervendite dei grossi nomi altrimenti… La Peaceville al contrario è davvero una casa discografica fatta da artisti per artisti. Basta andare sul loro sito per vedere che hanno pochissimi gruppi ai quali si dedicano al 100%, senza preferenza di sorta. Difficile essere più fortunati di noi, e di questo ne siamo consapevoli.

“Materia” suona molto più solare e mediterraneo dei precedenti lavori; si può dire quasi che il vostro sound sia oggi più fedele che mai al vostro trademark, scevro da influenze che non siano quelle derivanti dagli stessi Novembre. Qual è la storia di questo nuovo album? Quali ispirazioni e stati d’animo ne hanno guidato la creazione?
Probabilmente ha la stessa positività di stato d’animo che aveva Classica. Proprio perché forti del contratto appena firmato. Ci siamo riempiti di auto stima. E come potrebbe non essere così se con le nostre sole forze siamo riusciti ad avere le palle di chiedere e ottenere di staccarci dalla label più prestigiosa del mondo (almeno all’apparenza), per poi riuscire a non affondare e firmare per la label che ha prodotto i gruppi più importanti di sempre (vedi Paradise Lost, Anathema, My Dying Bride, Opeth, Katatonia ecc…) ??? Musicalmente posso solo dirti che è forse il disco scritto più di getto. Vuoi per una certa fretta, vuoi perché più è di getto più è vero e bello, sta di fatto che è stato buttato giù in pochissimo tempo ed è venuto molto meglio degli altri.

Che cosa credi che dia “Materia” in più, oppure di diverso, rispetto alla discografia antecedente? Che cosa aggiunge alla vostra storia, e che cosa invece riprende da essa?
Principalmente dà lo spettro di chi siamo noi oggi. Forse lo dà in una maniera più consapevole. Ugualmente introspettiva ma più cosciente. In passato sguazzavamo negli antri di noi stessi senza però capire un granchè. Certo però che ho ancora una grossa difficoltà a parlare dei testi. È un tragitto che dobbiamo ancora terminare.
[PAGEBREAK] Sembra vogliate lasciare spazio più ampio alla lingua italiana nei testi: questa scelta va di pari passo con la mediterraneità del sound?
Va più di pari passo con quello che ho appena finito di dire; ci stiamo avvicinando ad una consapevolezza. Di solito ci si nasconde dietro l’Inglese che per noi è asettico e privo di forti emozioni, proprio perché è un idioma che non ci appartiene. Però tranquilli, non abbiamo intenzione di scrivere un album tutto in Italiano!

Pochi giorni ancora, e partirete per un tour promozionale che vi porterà, insieme ai compagni di scuderia Katatonia, in giro per il continente; con cresciute solidità e professionalità, rispetto al tempo in cui, qualche anno fa, condivideste il palco con gli Opeth. Come vi sentite all’alba di questa nuova esperienza?
Be’ c’è un po’ di trambusto. Non abbiamo molto tempo di pensare a cosa stiamo provando. Ci sono così tante preoccupazioni di carattere puramente pratico organizzativo. Probabilmente sarà più facile risponderti fra qualche mese. Comunque, la situazione è completamente diversa da quella dello scorso tour. Siamo 1000 volte più preparati, abbiamo un supporto dalla casa discografica 1000 volte maggiore, abbiamo uno spazio 1000 volte più ampio… Siamo la main support band, cosa che non era prima… insomma una situazione molto più prestigiosa.

Avete già pianificato i tratti salienti della scaletta? Come gestirete l’equilibrio tra brani nuovi e la passata ed acclamata eredità?
La scaletta sarà un po’ mista. Ad occhio e croce direi un 60% vecchia, 40% nuova.

“Materia” è altamente suggestivo ed immaginativo, sviluppandosi in atmosfere più dilatate ed ‘ambient’, senza linearità ma con un filo conduttore emotivo. Data l’intimità della proposta, avete in mente per i concerti un contatto diretto col pubblico o uno show basato anche su elementi visivi e grafici (proiettori, luci particolari, ecc.)?
È ancora presto per questo. Magari in un tour da headliner ci si potrà occupare anche di quest’aspetto. Per il momento abbiamo invece un banner da palco con il logo e normalissime luci.

Quanta soddisfazione c’è, nell’aver creato uno studio di registrazione divenuto ormai punto di riferimento e garanzia di qualità non solo per produzioni prettamente ‘metal’ (Klimt1918, En Declin, ecc.)?
Be’, questa dovrebbe risponderla Giuseppe che non è qui al momento ma credo che la soddisfazione sia alta:)

Siete famosi per curare in modo attento sia la produzione studio che l’attività e la vita della band dal vivo. Per voi quale delle due dimensioni è più piacevole? La creazione artistica o il contatto palpabile ed evidente con le persone che vi ascoltano?
Un tempo avrei risposto a favore della prima ma ultimamente, con il consolidarsi delle nostre certezze e sicurezze tecniche, posso dire che il live ci attira di più. Un tempo ci spaventava molto l’idea di una cattiva esecuzione o il fatto che non avessimo un fonico fidato che conoscesse bene il suo lavoro. Oggi è tutt’altra cosa…

È tutto per questa sede. C’è qualcosa che vuoi dire ai nostri lettori, di cui non abbiamo ancora parlato?
Non molto se non che non vediamo l’ora di incontravi tutti al Rainbow di Milano (l’8), al New Age di Roncade (il 9), all’Alpheus di Roma (il 25) e di nuovo a Milano al Gods Of Metal (il 2 Giugno).

Ti ringraziamo per la disponibilità. Auguri per il tour e per “Materia”.
Grazie mille!

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