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Nudità è Profondità!

Quale miglior modo di aprire la stagione estiva dei concerti di Villa Arconati se non con i Musica Nuda, uno dei migliori gruppi Jazz del panorama italiano… ma partiamo con ordine. Villa Arconati ogni anno regala spettacoli musicali in chiave Jazz sempre molto ricercati che riscuotono successo non solo nel milanese, ma riescono a richiamare pubblico anche extra Lombardia… E a quanto riscontrato la sera del concerto, persino dagli amici svizzeri!

Il caldo afoso e il terrore-zanzare non han di certo fermato il pubblico e, a riscaldare i cuori e rinfrescare le menti, ci hanno pensato i Deolinda. Il quartetto, due chitarre classiche, contrabbasso e la voce (suadente e coinvolgente) di Ana Bacalhau non fanno pensare ad un gruppo per colmare il vuoto spazio/temporale che ci separa dai Musica Nuda, ma riescono a ritagliare quasi un’ora di concerto con un pubblico decisamente coinvolto e compiaciuto.

Ma il main event della serata, come una signora di classe che sa come e quando entrare e mostrare le proprie doti per svettare anche nelle più competitive serate di gala, arriva puntuale per la gioia di tutto il pubblico presente. In un gioco di bianco e nero i Musica Nuda (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti) fanno il loro ingresso sul palco di Villa Arconati.
Riprendendo la citazione del sito dei Musica Nuda “Nudità è Profondità” con la semplicità musicale che solo loro sanno presentare, nel panorama odierno jazzistico italiano, riescono a mostrare una complessità, una tecnica, una padronanza dei propri mezzi senza molti rivali. Contrabbasso e voce sono l’essenza della musica… Portata al nudo più estremo, la ritmica a volte percussiva del contrabbasso e la voce sublime capace di arrampicarsi, qualunque scala Petra decida di intraprendere, permettono di far dimenticare dopo pochi secondi che si stanno ascoltando solo due strumenti. La sensazione è di essere immersi in un oceano di emozioni musicali che solo le lo loro dinamiche perfette riescono a rendere.

La voce di Petra si esprime con una grazia, una femminilità e una grinta che spazia dalle voci più cristalline del panorama mondiale alle voci più graffianti (quali, una citazione su tutte, la grandissima Janis Joplin). Ferruccio invece nel suo modo compito, impassibile e quasi “artigiano” (nel senso più sublime del termine) del ruolo che deve interpretare, come solo i grandi bassisti sanno fare, sa che è la vela, il timone e il veliero su cui Petra può sempre contare per raggiungere il porto meta di ogni canzone che vogliono interpretare.
I pezzi si susseguono uno dopo l’altro in un giusto mix di propri pezzi e grandi classici che riescono sempre a tenere alto il desiderio e l’umore del pubblico. Si susseguono assoli di voce e di contrabbasso che dimostrano come lo spirito di improvvisazione e di amore viscerale per il proprio strumento sia proprio dei Musica Nuda.
Quasi due ore di concerto volano lasciando con una goccia di disappunto il pubblico quando Petra annucia che il concerto sta “QUASI” per finire…

Si percepiva lo sforzo degli artisti, ma di certo Petra e Ferruccio non si sono risparmiati, incitati da un pubblico caldissimo e insaziabile delle loro melodie, concedendo un doppio bis di canzoni con pezzi come “Roxanne”, “Il Cammello E il Dromedario” e un finale in un climax meraviglioso del grande classico di Fred Buscaglione “Guarda Che Luna”.
La speranza di tutti gli appassionati del jazz italiano è che i Musica Nuda, star del panorama musicale francese, riescano ora a ritagliarsi il posto che di diritto meritano anche in italia, terra troppo spesso avara con i propri artisti più talentuosi.

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