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Nuggets 2010

Scrivere una buona canzone power pop nel 2010 è cosa tutt’altro che semplice: abbiamo a che fare con uno dei generi musicali più bistrattati, danneggiato dall’incompetenza di molti, confuso con il pop-punk, tacciato di leggerezza, ritenuto talvolta morto e poi improvvisamente tornato in auge. In una situazione simile acquisisce valore maggiore lo sforzo di un gruppo come i Bare Wires, le cui gemme pop’n roll stanno conquistando un’ampia fetta di pubblico e convincendo la critica.

C’è qualcosa di italiano nella storia del trio di Oakland: il debutto del gruppo avvenne sulla leggendaria label Solid Sex Lovie Doll di Federico Zanutto, che nella prima metà degli anni 2000 divenne famosa nel mondo per la qualità delle sue uscite, tutte in edizione limitata ed obbligatoriamente lo-fi. Il disco si chiamava “Voo Doo Doll” e conteneva quattro brani rock’n roll a bassissima fedeltà. Il minimalismo delle sonorità e della produzione non nasconde completamente una certa abilità nella scrittura. A poco a poco iniziano a fioccare le uscite su etichette di rispetto come Milk’n Herpes, Burger e Tic Tac Totally, che pubblica il primo LP del gruppo “Artificial Clouds”: il suono resta snello e privo di fronzoli, ma l’ottima costruzione dei brani e l’insolito talento pop risaltano con decisione.

Il secondo full length del gruppo è quello della maturità definitiva: “Seeking Love”, in uscita in questi giorni su Castle Face Records, è un disco pienamente riuscito; il glam power pop dei BW è giunto ad ottimi livelli di espressività e la perfetta scrittura delle canzoni può essere apprezzata anche dagli amanti di altri generi musicali. La produzione è eseguita con cura certosina e coniuga con cura le due anime del gruppo, quella 70s e quella 00s. Un lavoro pienamente riuscito, altra vetta qualitativa in una parabola ascendente.

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