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Nuju: “Noi siamo come le nostre canzoni, comico-drammatici” [INTERVISTA]

Ci guardiamo intorno, compreso nelle vite di ognuno di noi, e poi cerchiamo di raccontare tutto attraverso l’ironia .

Ecco come nascono le canzoni dei Nuju, perché i loro testi parlano  spesso di vita vera, ma senza mai  perdere d’occhio quella curiosità ironica, viva e pungente e quella passione per la musica vera. Pirati e Pagliacci è il quinto capitolo discografico dei Nuju. Diciotto brani  in oltre un’ora di musica prodotti da LATLANTIDE (P), che, con efficaci incisioni folk e ritmi travolgenti,  respirano un’aria di assoluta libertà.

Prima di partire per il nuovo tour che andrà avanti fino alla fine dell’estate,  la band ci racconta chi siano davvero i Nuju.

Avete sempre avuto un sound ben identificabile e definito, vicino alle più forti influenze di tradizione folk, da cosa nasce questa necessità di andare contro l’offerta discografica attuale?

Quando è nato il progetto Nuju non abbiamo scelto un genere musicale definito per proporre le nostre canzoni, ci siamo solo detti che volevamo cercare di esprimere ciò che sentivamo. Per noi è stato naturale farlo attraverso una formula folk-rock, legata la cantautorato italiano, senza badare troppo a dove stesse andando l’attuale offerta discografica.

Sappiamo bene che oggi, soprattutto nel mondo alternative, il folk non va per la maggiore, ma noi andiamo avanti con la nostra formula non badando troppo alle mode. D’altronde le mode passano ma la voglia di divertirsi e di saltare resta.

Come nascono le vostre canzoni scanzonate?

Le nostre canzoni nascono prima di tutto dallo sguardo sulla realtà che ci circonda. Ci guardiamo intorno, compreso nelle vite di ognuno di noi, e poi cerchiamo di raccontare tutto attraverso l’ironia. Alcune volte arriva prima la musica, alcune volte il testo, alcune volte tutto insieme e altre un brano nasce da una jam in sala prove. i nostri strumenti sono come giocattoli e noi ci sentiamo un po’ come dei bimbi che cercano sempre un gioco nuovo e divertente.

Il vostro ultimo lavoro si intitola Pirati e Pagliacci, e comprende molte importanti collaborazioni… dai Modena City Ramblers, Combass degli Apres La Classe ai Musicanti del Vento, a quali vi sentite più vicini artisticamente?

Gli artisti che, amichevolmente, sono venuti a trovarci in studio li abbiamo scelti in modo naturale, perché li stimiamo come musicisti e come persone. Noi ci sentiamo vicini a tutti loro, sentiamo di far parte dello stesso mondo musicale. Forse nella nostra musica c’è un po’ di ognuno degli artisti che hanno partecipato al nostro album e che ringraziamo ancora per la loro amicizia.

Quanto c’è di autobiografico nel nuovo disco?

Nella nostra musica c’è tanto di autobiografico. Quasi tutto. Pensiamo a “Convinto”, dove in un certo senso si parla di noi, o ancora a “Il furgone”, che parla dei nostri tour, come in “Mamamia” che è legata al paese di nascita del nostro cantante; anche in “La rapina” c’è qualcosa di autobiografico, anche se per il momento non abbiamo fatto rapine per diventare famosi!

Insomma non riusciamo a scrivere canzoni senza raccontare un po’ di noi, perché altrimenti non saremmo credibili. Noi siamo come le nostre canzoni, comico-drammatici!

Sappiamo che uno dei vostri punti di riferimento è Rino Gaetano, perché proprio lui?

Rino Gaetano è stato un cantautore anomalo, che ha giocato con i generi musicali, dal cantautorato classico al reggae. Lo ha fatto sempre con ironia, prendendosi in giro e deridendo il mondo che aveva intorno. Questo è il motivo che ci fa sentire particolarmente vicini a Rino Gaetano. Anche noi cerchiamo di raccontare la società con un sorriso, un po’ come il motto anarchico “sarà una risata che vi seppellirà!”.

I tre pezzi che sono nella playlist giornaliera dei Nuju invece?

Dubioza Kolektiv – free.mp3

Litfiba – Paname

Calexico – Cumbia de Donde

Magari se la stessa domanda ce la fai domani diremmo brani diversi.

Come sono i fan storici dei Nuju?

Eccezionali, bellissimi e folli. In questi anni siamo riusciti a crearci uno zoccolo duro di fan, che spesso sono diventati amici.

Grazie ai social si è sempre in contatto e quindi spesso li abbiamo anche coinvolti. Per esempio nel video di “Zingara” molti di loro sono presenti perché ci hanno mandato dei “clippini” in cui cantano e ballano la nostra canzone.

È veramente bello questo rapporto che si è creato nel tempo, tanto che ormai, a seconda delle zone dove andiamo a suonare, sappiamo già chi incontreremo e con chi faremo festa.

Prossimi progetti?

Il 4 marzo partiremo dal Freak Out di Bologna con il nuovo tour che andrà avanti fino alla fine dell’estate. Gireremo tutta l’Italia e faremo una capatina anche all’estero. Il nostro booking, Make A Dream, sta riempiendo il calendario proprio in questi giorni.

Durante questo periodo troveremo anche il tempo di registrare il nuovo album di inediti che faremo uscire l’anno prossimo. Abbiamo già scritto tanti nuovi brani e qualcosa la proporremo anche in tour.

Insomma no ci fermiamo mai, seguiamo la nostra tensione artistica e finché dura saremo on the road.

 

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