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Dall’alba al crepuscolo

Questo trio, che nulla ha a che fare con la banalità, ci regala finalmente un full-length di imminente uscita.

I Nut si sono formati nel 2009 e, dopo un primo EP chiamato “Hapaxs”, hanno iniziato un tour di un anno in Italia e in UK. E così quest’anno arriva un album, “Gravità Inverse”, carico di sonorità rock potenti, che vantano la collaborazione di personaggi come Nicola Manzan (Bologna Violenta) e Marina Mulopulos (Almamegretta, Malfunk) e mostrano anche un’attenta ricerca di suoni nuovi che rimandano a viaggi mistici per il mondo.

Come la dea egizia Nut mangia il sole al tramonto per poi partorirlo al mattino, così la band sembra eccellente nel dare vita alla musica e togliergliela. Questo perché, se è vero che la musica è ben fatta e potente, lo stesso non si può dire per la voce, che sembra voler assomigliare al classico sali-scendi di molti cantautori non troppo originali che si ascoltano in radio o ai concerti dell’oratorio.

Resta il fatto che non si può non apprezzare le note cupe che sono lo scheletro dell’album. Godiamocele finché non sorge il sole.

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Contro

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