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  • Nymphomaniac: Volume II

    Diretto da Lars von Trier

    Data di uscita: 24-04-2014

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È in sala il Volume II di “Nymphomaniac“, seconda parte dell’ultimo capitolo della trilogia sulla depressione — che comprende “Antichrist” e “Melancholia” — del regista cult Lars Von Trier (qui la recensione del Volume I).

Il viaggio attraverso la sessualità di Joe (Charlotte Gaindbourg) si era interrotto ad un punto di svolta: la ninfomane intraprende un rapporto stabile e ha un figlio, pagando l’amaro prezzo della scomparsa della libido. Dal furore uterino l’azione diventa ancora più meccanicistica e cupa.

A risvegliare il piacere sarà la violenza, in forma di masochismo, e nella persona di una specie di dottore del sadomaso interpretato da Jamie Bell (interessante notare come gli unici personaggi maschili di un certo rilievo siano interpretati da attori che poco o nulla hanno di erotico). In nome del piacere Joe subisce un processo di progressiva emarginazione dalla società.

In una società meno repressiva nei confronti della sessualità, la ninfomane sarebbe meno depressa? Tutte le 4 ore e passa di film ci portano a sostenere, con un certo grado di convinzione, che no, non sarebbe meno depressa.

Se dunque “Nymphomaniac: Volume II” funziona bene come racconto di una depressione – interessante è notare come grandissima parte della cultura nordica, letteraria, teatrale e cinematografica, ruoti attorno al motivo dello “scheletro nell’armadio”, della repressione dietro un’apparente equilibrio – meno convincente risulta l’intento autoriale che lo sottende.

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Contro

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