Home > Recensioni > Obits: Moody, Standard And Poor
  • Obits: Moody, Standard And Poor

    Obits

    Loudvision:
    Lettori:

Un deludente garage rock retrò

Secondo album per gli Obits, gruppo garage rock formato da veterani della scena indie. Un disco il cui pregio maggiore è sicuramente nella parte strumentale: chitarre distorte al punto giusto con melodie dal sapore surf rock – quello strumentale – e linee ritmiche garage. Il basso e la batteria sono sempre presenti ma mai invadenti. L’assenza di elettronica ed effetti aiuta a dare quel necessario tocco retrò al tutto.

La voce si rivela un punto debole: sgraziata e poco potente, non riesce a tenere il confronto col suonato. Anche la composizione delude: nonostante le canzoni siano brevi e lineari, dopo l’ascolto spesso i pezzi sfuggono di mente, sempre che si riesca ad ascoltarli senza cambiare a metà.

Questo disco è l’ennesima riprova che essere dei bravi musicisti non basta per fare buona musica. Niente da dire su come e cosa suonano gli strumenti, ma senza una voce adeguata il disco è già fallace in partenza. Persino gli Stooges, per restare in tema, senza Iggy Pop avrebbero ottenuto un risultato complessivo sicuramente inferiore. Aggiungete una composizione in cui si fatica a distinguere strofe e ritornelli e il risultato sono canzoni che vien voglia di cambiare a metà.

Pro

Contro

Scroll To Top