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All’origine del cosmo

La Relapse rimasterizza e ripubblica in nuova veste il primo disco dei tedeschi Obscura. Operazione prevedibile, data l’accoglienza festante che la critica ha riservato al più recente “Cosmogenesis”, ma anche assai gradita.

“Retribution” è più orientato al death senza compromessi rispetto al successore e l’elemento tecnico non emerge in maniera preponderante. Se perciò uno dei principali fattori che oggi distinguono la band si rivela ancora immaturo, le dieci canzoni (più tre cover) sono selvagge e convincenti.
La chitarra dona sufficiente profondità ad ogni brano e la furia è sempre incanalata lungo partiture ordinate e comprensibili.

L’ascolto non è così faticoso, è semplice navigazione su un fiume di energia.

Della formazione che registrò “Retribution” è rimasto il solo mastermind Steffen Kummerer. Il disco poco si distingue in mezzo a tutta la produzione che invade annualmente il panorama del metal estremo, salvo che per una caratteristica: gli Obscura sono bravi. Con questa ripubblicazione ci dimostrano che lo erano anche agli esordi, completamente underground. Ciò che stava alla base di “Cosmogenesis” ora è chiaro e l’avvenire è promettente come per poche altre band del settore.

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Contro

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