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Obscura: Stella nascente

Con noi Steffen Kummerer, frontman dei tedeschi Obscura, formazione che ha appena dato alle stampe “Cosmogenesis”, eccellente esempio di death tecnico di alto livello. Di questo passo, la band farà certamente parlare di sé tra gli appassionati del settore. Il musicista si è dimostrato assai cordiale e disponibile. A lui la parola dunque.

Ciao! Voi venite dalla Germania e cominciate ad essere noti anche negli Stati Uniti, ma non in Italia. Volete presentare gli Obscura ai nostri lettori?
Gli Obscura sono una band di death metal progressivo formatasi a Landshut, in Germania, nel 2002. L’anno dopo abbiamo registrato il nostro primo demo e partecipato ad un piccolo tour, suonando in alcuni festival nella nostra terra. Nell’estate del 2004 abbiamo registrato il nostro primo album, “Retribution”, presso gli Alex Krull’s Mastersound Studios. Purtroppo nessuno allora era interessato a questo tipo di musica e siamo stati costretti ad autofinanziarci la release nel 2006.
Grazie al feedback positivo che a quel punto abbiamo riscontrato, abbiamo partecipato l’anno stesso al nostro primo tour europeo insieme a quei veterani del death che sono i Suffocation. L’anno successivo siamo partiti con un altro tour di tre settimane attraverso l’Europa orientale e meridionale. A quel punto la band necessitava di sempre più tempo da dedicarvi e la vecchia formazione ha deciso di concentrarsi sui propri studi e lavori. Poco tempo dopo, sempre nel 2007, sono entrati in line-up Hannes Grossmann, Christian Muenzner e Jeroen Thesseling e abbiamo cominciato a scrivere il materiale di “Cosmogenesis”.

“Cosmogenesis” è un disco impressionante, mostra una notevole tecnica musicale ed una grande confidenza con gli strumenti. Musicalmente parlando, quali artisti sono stati importanti per il vostro modo di comporre?

Per gli aspetti metal, direi che le prime band di death tecnico quali Death, Cynic, Atheist e Pestilence hanno avuto una forte influenza sul mio modo di comporre. Intendendo la musica in generale, le cose sono più variegate. Fin dai nove anni d’età ho imparato le basi di Bach, Mozart e Beethoven e cerco di combinare tutto quello che sento ed imparo all’interno della musica. Credo che per gli altri membri della band valga lo stesso. Ognuno ha un differente background musicale: classica, flamenco, jazz, fusion, rock, metal moderno e ottantiano, world music e molto altro.

Quali sono le tematiche che avete deciso di affrontare nelle canzoni che compongono “Cosmogenesis”?
Innanzitutto il disco non è un concept, è piuttosto un album con un riferimento principale e al suo interno diverse storie e idee slegate tra di loro. Il concetto di base è costituito da varie tesi filosofiche dei primi anni del 19° secolo che ho adattato al mio punto di vista e trasportato nel contesto “cosmico”.

Quali sono le principali differenze tra questo disco e il precedente “Retribution”, autoprodotto?

Ci sono cinque anni tra “Retribution” ed il nuovo disco, un tempo nel quale si progredisce sia nel comporre che nel maneggiare gli strumenti. Il nostro debutto è stato il meglio che potessimo scrivere e registrare in quel periodo, l’unica cosa che non mi soddisfaceva era il suono della batteria. Alla registrazione di quel disco avevamo tra i 16 e i 18 anni e suonavamo da appena un paio d’anni. Date queste cose, non ho nulla da rimproverarmi per quel disco. “Cosmogenesis” è diverso anche perché i nuovi musicisti hanno aggiunto melodie magnifiche in cui puoi sentire il loro background musicale, il che è molto interessante.

Tu, Steffen, sei l’unico membro rimasto della formazione originaria. Gli altri membri sono stati scelti tramite audizioni?

Non ci sono state audizioni per entrare negli Obscura. Ero in contatto con tutti i ragazzi da tempo e quando la vecchia formazione se n’è andata nel tardo 2007 a causa del tempo che prendevano i tour e le esibizioni dal vivo, ho chiesto a Hannes, Christian e Jeroen di unirsi alla band. Dopo alcune discussioni su cosa volevamo esattamente e su dove volevamo arrivare attraverso la musica, la nuova line-up era pronta ed è cominciata la stesura del nuovo disco.
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Ho letto sul vostro MySpace che il tour di supporto a “Cosmogenesis” non comprende date europee, fatta eccezione per la Neurotic Deathfest. Ne verranno aggiunte?

Al più presto. La nostra è una promozione mondiale che comprende due tour tra Canada e Stati Uniti, altri due attraverso l’intera Europa ed altre date tra Australia e Giappone verso l’estate. So che arriveremo anche in Italia e sarà la prima volta, in quanto il vostro paese ed il Portogallo sono le uniche nazione europee per le quali non siamo ancora passati.

Siete soddisfatti del lavoro di promozione svolto dalla vostra etichetta, la Relapse Records?
La Relapse ha fatto un lavoro fantastico e si può vedere ogni giorno che è gente che lavora amando il proprio mestiere. Siamo in contatto quotidiano e le cose con loro non potrebbero andare meglio. Credo che ciò sia a causa del fatto che entrambe le parti sono soddisfatte di come sono andate le cose fino ad ora.

Fino ad oggi avete suonato con grandi band quali Suffocation e Cannibal Corpse, che sono senza dubbio estreme, ma la vostra proposta musicale è diversa. Esiste una band in particolare con la quale vorreste essere in tour?

Questo è interessante. Mi piacerebbe suonare insieme a Opeth o Arch Enemy. Credo che i loro stili si integrino molto bene l’un l’altro.

Insomma, per qualche tempo sarete decisamente occupati. Avete piani per il prossimo futuro?
Nel 2009 saremo occupatissimi a suonare dal vivo, perciò spero che potremo tornare in studio l’anno successivo per mettere giù del nuovo materiale. Inoltre io qui mi occupo di diverse band, nonché di qualche lavoretto all’interno di film e videoclip in genere.

Non siete ancora molto noti, nonostante il vostro potenziale. Svolgete dei lavori in grado di garantirvi la possibilità di partire in tour ogni qualvolta ce ne sia la necessità?
Due di noi sono studenti, Christian è un insegnante di chitarra e Jeroen lavora in borsa. Al punto in cui siamo posso solo dire che non voglio vivere la band come un lavoro, perché andrebbe persa la parte del divertimento nel suonare la musica che mi piace insieme a della bella gente. Per me, questa è la cosa più importante.

Okay, l’intervista è finita. Grazie mille per la vostra disponibilità e… stay loud!!
Grazie a voi per l’interesse che avete manifestato per quello che facciamo. Ascoltate la nostra musica, contiamo di vedervi in Italia!

Grazie Steffen, siamo sicuri che ci risentiremo presto.

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