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Oceania” (aka “Moana”) è il nuovo film d’animazione Disney, che arriva al cinema a pochi giorni da Natale, diretto da Ron Clements e John Musker. Ovvero i registi di “La sirenetta” e “Aladdin”. Ovvero due artisti che hanno contribuito in maniera determinante a plasmare il cosiddetto Rinascimento disneyano degli anni 90.

E proprio da quegli anni molto produttivi, “Oceania” pesca un buon numero di elementi caratterizzanti: la forma narrativa del musical, qui affidato all’acclamatissimo autore di “Hamilton” Lin-Manuel Miranda (anche lui è stato un piccolo fan della “Sirenetta”, ci hanno raccontato Clements e Musker); l’esplorazione di una cultura altra sostenuta da accurate ricerche sul territorio (anche da un punto di vista musicale: per “Il re leone” c’era il sudafricano Lebo M., qui il samoano Opetaia Tavita Foa’i), che stavolta ci porta in Polinesia, nell’isola abitata dalla giovane Vaiana/Moana, risoluta figlia del capo che sente un’insopprimibile chiamata verso quel mare visto dalla sua gente come un pericolo;

un’animazione di altissimo livello artistico, che pur nelle nuove forme digitali all’inseguimento della verosimiglianza (l’acqua, i capelli), dimostra di aver imparato dalla classicità due importanti lezioni: raggiungere l’espressività attraverso la stilizzazione e la resa del movimento (occhio ai tatuaggi del semidio Maui creati da Eric Goldberg, che lavorò sul Genio di “Aladdin”), e suggerire emozioni cinematografiche con sequenze di ampio respiro alle quali l’onnipotenza dell’animazione non pone limiti (Vaiana e la riscoperta degli Antenati, oltre ovviamente allo scontro finale).

E poi c’è la cura per i particolari (se leggete l’inglese, qui c’è una bella intervista a Neysa Bové che si è occupata dei costumi), c’è un’eroina lanciata nella sua avventura senza il fardello della storia d’amore obbligatoria (che faceva sentire il suo peso già quasi vent’anni fa con “Mulan”) e collocata in un contesto culturale nel quale la divinità creatrice è femminile, nessuno parla a Vaiana di matrimonio e nessuno mette in discussione il ruolo di capovillaggio che la ragazza assumerà non appena età ed esperienza glielo consentiranno. Non sono dettagli scontati.

E poi, a guardar bene, i protagonisti sono due. E Maui (in originale ha la voce di Dwayne “The Rock” Johnson) è davvero un gran personaggio, scritto con intelligenza e ironia, che si scopre poco a poco.

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