Home > Recensioni > Ochtopus: Niente Apparente
  • Ochtopus: Niente Apparente

    Ochtopus

    Loudvision:
    Lettori:

Un viaggio nell’immaginario

Ecco un disco del tutto particolare e ricco di sfumature. Un album pieno di contaminazioni, suonato alla perfezione da questo combo ravennate che, ormai vista la consolidata esperienza, riesce a far divertire con ritmi che spaziano dal funky al jazz con spruzzate groove assai intelligenti.

Nulla è dato al caso e la loro bravura e la grande maturità tecnica elevano l’intero lavoro ad una dimensione che va ben oltre la normale sfera musicale. Suoni moderni ed eleganti riescono a diffondersi nell’aria creando fusioni melodiche che richiamano ad un attento ascolto Bregovic in modo più sfumato. Brillanti ed intelligenti hanno saputo mescolare con ingegno generi musicali differenti tra loro portando alla luce culture diverse ma capaci di unirsi sotto lo stesso tetto musicale.

Tredici canzoni che esplorano universi musicali non sempre apprezzati che, in questo contesto, trovano freschezza e originalità in chi li compone e in chi li suona. Si fanno apprezzare per la loro freschezza blues “Cric” e “Turchetto”, passando per i ritmi vagamente esotici di “Texas” per poi tuffarsi nei tempi soul di “Rumori Di Sottomarino”. In definitiva un album dalle molteplici sfumature e colori del mondo (musicalmente parlando), adatto a tutti coloro che amano strumenti a fiato come il corno, l’oboe, il fagotto e il sax.

Pro

Contro

Scroll To Top