Home > Recensioni > Odonis Odonis: Hollandaze

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America post-punk?

Gli Odonis Odonis pubblicano il loro full-length d’esordio nei primi giorni di questo gelido novembre. “Hollandaze”, infatti, calza perfettamente a questo clima cupo in cui tutto sembra scorrere al rallentatore.

La pseudo band di Toronto si lancia nella sperimentazione di suoni neri e di voci con echi allungati fino allo stremo che, un po’ sulla falsariga di altre band del panorama internazionale anni ’70/’80, rendono il loro stile definibile secondo i canoni post punk, lo-fi, industrial.

Disco interessante nelle sonorità, ma non molto originale nello stile. In fondo molte band italiane ricreano lo stesso tipo di sound e per un loro concerto non c’è bisogno di andare in America. Il filone dark-new wave dagli anni ’70 è ritornato alla ribalta più volte, come sta succedendo in questo periodo, ma tra le band esistenti ci si chiede quali abbiano davvero il cuore nero che batte per queste sonorità e quali invece il cuore se lo dipingano per seguire una moda. E gli Odonis Odonis? A voi la risposta.

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