Home > Recensioni > Offlaga Disco Pax: Bachelite

Esiste(va), lo so!

Dopo un esordio folgorante e una serie interminabile di concerti in giro per l’Italia, la gioiosa macchina da guerra degli OfflagaDiscoPax giunge all’attesissima seconda prova. E l’evoluzione è tangibile, sia dal punto di vista musicale che da quello lirico, nonostante la prevedibile assenza di quell’effetto sorpresa che aveva garantito visibilità e successo al debutto: la band si avvale di un suono più complesso, raffinato e stratificato, pur mantenendo la medesima incatalogabilità all’interno di un genere specifico; li potremmo considerare come dei Lali Puna impegnati e destrutturati, come dei Giardini Di Mirò posseduti da fantasmi electropop, o come ciò che i CCCP sarebbero potuti essere oggi se nel frattempo Ferretti non fosse impazzito. Ma a differenza dei corregionali a cui vengono spesso paragonati, gli Offlaga non hanno alcuna pretesa di comunicare messaggi ideologici: le parole poetiche e ispirate di Max Collini rivelano piuttosto l’inscindibilità di ciò che è privato da ciò che è politico, mettono al centro le esperienze personali, i sentimenti, le scoperte e le disillusioni; per l’ascoltatore si tratta di serrature attraverso cui poter spiare una visione del mondo per nulla scontata, di cui si fatica a comprendere i reali confini e la forma precisa. I testi hanno ormai raggiunto una tale integrazione con le strutture delle canzoni che l’inserimento di forme di canto non potrebbe che suonare finto, insincero, fuori posto.
“Bachelite” presenta episodi intimisti che non possono non commuovere per l’accoglienza che ci riservano; accanto a essi troviamo divertenti ritratti di improbabili eroi del comunismo, cioè il saltatore ventralista Yaschenko e il caparbio chirocefalo; poi c’è “Sensibile”, un brano tanto veemente quanto preciso nella costruzione, forse il vero highlight del disco. Ce n’è per tutti, potenzialmente, anche per chi non condivide lo stesso background politico: basta saper vedere le persone dietro alle opinioni e riconoscere la bontà delle loro idee.

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