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Ogni Maledetto Natale, l’incontro con i registi e il cast

L’anteprima di “Ogni Maledetto Natale“, il nuovo film sorto dalla tripla penna degli autori di “Boris” (qui la nostra recensione), si tiene a Roma.

Ad accogliere la stampa l’incredibile cast quasi al completo composto da Corrado Guzzanti, Laura Morante, Francesco Pannofino, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Alessandro Cattelan, Alessandra Mastronardi, e, naturalmente, i tre registi: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo.

La pellicola, in uscita nelle sale il 27 novembre, sarà presentata sabato al Festival di Torino.

Cosa fate per Natale?
Laura Morante: Non ho fatto ancora progetti per Natale. In generale tendiamo a volerci riunire con la mia famiglia, cosa che sta diventando impossibile, perché siamo veramente tanti e non riusciamo più ad entrare nelle case piccole che abbiamo. Non esiste più la “casa di famiglia”. Sono giorni molto caotici, ma è anche l’unica occasione per ritrovarci tutti.

Corrado Guzzanti: Noi non facciamo progetti di solito fino al 22. Normalmente organizziamo una cena quasi intima con mia mamma e le mie sorelle. A volte si dilata e arriviamo a venti persone, altrimenti restiamo in tre.

Alessandra Mastronardi: A Natale scenderò a Napoli con la mia famiglia. Saremo almeno una trentina.

Valerio Mastandrea: Finché non compi sedici anni il Natale lo reggi. Dopodiché scalpiti! Ma il problema non è tanto stare con i parenti, ma resistere per lungo tempo…

Luca Vendruscolo: Il Natale per me è sempre stato il momento in cui il tempo si ferma. Vengono fuori i morti di te e dei tuoi legami più stretti…

Sembrava ci fosse l’intenzione di prendere in giro la classica confezione natalizia del film di Natale e anche le convenzioni di un certo cinema italiano. È così?
Giacomo Ciarrapico: Non proprio, in parte perché non abbiamo una conoscenza così approfondita di certi meccanismi al punto da saperli scardinare, e poi perché la nostra intenzione era semplicemente quella di raccontare una storia.

Mattia Torre: Ci divertiva fare il ritratto di un momento folle dell’anno, in un Paese già strano da sé, attraverso due mondi opposti ma entrambi alienati dal Natale. Anziché essere momento di pace e armonia familiare diventa infatti fonte di stress, come se fosse una prova da superare. Ad ogni modo, l’idea della coralità del cast è al servizio del tipo di storia che volevamo raccontare. Non ha un legame in negativo né in positivo col “cinepanettone”, il quale peraltro è una tradizione tutta italiana. Se ne può uscire!

Quanto vi siete divertiti a lavorare insieme interpretando questi personaggi?
Corrado Guzzanti: Molto. Al punto tale che quando il livello di delirio degenerava, scattava un campanello d’allarme: se ridiamo troppo noi probabilmente stiamo facendo un disastro! Ognuno ha portato infatti il suo personaggio ben oltre la sceneggiatura, improvvisando. Il risultato è che certe scene corali erano spesso molto diverse tra loro, quindi impossibili da assemblare in fase di montaggio!
Ho trovato comunque molto brillante il quadro realistico che emerge del Natale, visto quasi come una festività drammatica. È vero che spesso è il momento un cui emergono gli irrisolti di famiglia.

Laura Morante: Tantissimo. Soprattutto nella prima parte del film in cui sono un po’ mascherata. Quello che ha appassionato anche me è la descrizione di un Natale un po’ sinistro…

Alessandra Mastronardi: Io ho avuto serie difficoltà a restare seria in gran parte delle scene con Guzzanti.

Come mai la scelta di ambientare la prima parte del film nella Tuscia?
Mattia Torre: Avremmo voluto che fosse un luogo immaginario, però a spanne dovevamo localizzarci. Comunque i personaggi descritti sono nettamente fuori dal comune, non classificabili, quindi, con un tipo di italiano preciso. Sembra che siano usciti dalle viscere della terra. Tanto che qualcuno ci ha proposto di creare una serie sulla famiglia Colardo, inserendo anche personaggi metafisici come fantasmi, mostri… (ridono, ndr).

Come mai la scelta di Alessandro Cattelan, proveniente dal mondo pop di X-Factor e completamente digiuno di cinema?
Luca Vendruscolo: Abbiamo chiamato Alessandro quasi per sfida. Non volevamo fare come chi prende l’ultimo volto appena famoso. Così abbiamo scelto di fargli un provino molto lungo apposta, ma la parte gli riusciva in modo incredibilmente naturale, credibile! Ci guardavamo spiazzati perché eravamo quasi più confortati dalle nostre certezze nel pensare di aver fatto un buco nell’acqua! Invece risultava molto divertente. E la cosa più bella è che non abbia nessuna ambizione nel puntare al lavoro di attore.

Alessandro Cattelan: Io faccio un altro lavoro, ma non ho nessun problema a rischiare. Chiaramente deve valerne la pena. In questo caso essendo fan di Boris ho pensato che se ci fosse dovuta essere una prima volta, avrei voluto che fosse con loro. Ho quindi detto di sì a loro molto prima di sapere del cast e della storia, fidandomi e affidandomi ai registi.

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