Home > Report Live > Ogni tanto tornano!

Ogni tanto tornano!

Doppio concerto a Londra dei The Good The Bad And The Queen per celebrare il quarantesimo anniversario di Greenpeace: primo concerto sulla barca Rainbow Warriors III (che, varata quest’anno, sta facendo il giro dei mari per festeggiare l’attività di Greenpeace iniziata nel 1971), ormeggiata ai Docks del Tamigi; secondo concerto all’ex-Teatro-Cinema Coronet, dove Charlie Chaplin si esibiva giovanissimo.

Il primo concerto lo abbiamo perso ma per il secondo eravamo diligentemente in fila insieme ai fan (di Damon Albarn) e agli appassionati (dei TGTBATQ e dei Clash). Appassionati sì, perché non siamo sicuri che si possa parlare di fan, visto che la formazione della band era nata semplicemente dalla loro voglia di suonare insieme, tipo evento fugace, e dopo la realizzazione di un album si sono salutati soddisfatti e hanno detto che non avrebbero fatto altri album… almeno per ora. Perciò lasciate ogni speranza voi che attendete. Quindi, chi si sarebbe lasciato scappare questa occasione di rivederli dal vivo? Noi no. Ma la loro lunga assenza dalle scene è stata prolungata da una buona ora di ritardo. Una lunga attesa: due anni, undici mesi e una lunghissima ora (se non di più), ma a loro si perdona anche questo. Lo sfondo del palco è quello del 2006, disegnato da Paul Simonon, che illustra bene l’atmosfera dell’album. Come supporter, un dj-set di Don Letts, con una grossa cofana in testa a mettere musica reggae… o meglio pezzi di ogni genere musicale (Coldplay, Beatles e altri) rivisitati e rallentati in chiave raggae. Per quanto la sua presenza fosse un po’ fuori luogo (non eravamo in una discoteca e quelli erano pezzi ballabili, quindi la gente non sapeva se dovesse ballare o no; e se sì, come, senza piantare il gomito nel fianco del vicino?) il pubblico ha lasciato che facesse il suo lavoro, ma, quando Letts è arrivato al suo ultimo pezzo, il pubblico è scoppiato in un applauso da “bravo ma…era ora!”. Altra lunga attesa. Qualche fischio. Si comincia a vedere del movimento e finalmente entra il quartetto d’archi. Entrano tutti gli altri. Applauso-ovazione anticipata per Albarn. Entrano tutti sorridenti (tranne il sempre serio ex-Verve Simon Tong, che verso la fine ha ceduto e anche lui ha sorriso, anche se solo per pochi secondi) e con le facce un po’ stanche, probabilmente perché reduci dal concerto del pomeriggio sulla barca. Ma la voce di Albarn non ha momenti di incertezza, rimane salda fino alla fine. Si esibisce, a dimostrazione che si sta divertendo, saltellando sui pezzi più animati, “The Good The Bad And The Queen” e “Three Changes”. E ugualmente fa piacere risentire e rivedere Tony Allen alla batteria e le posture da megalomane simpaticone di Paul Simonon, che ti punta addosso il basso come fosse un fucile. Per la nostra gioia, suonano tutte le 12 tracce dell’album, aggiungendo, visti i grandi applausi, un falsamente improvvisato encore con una bellissima versione acustica di “On Melancholy Hill”, brano dei Gorillaz, e “Mr. Whippy”, b-side del singolo “Herculean” (durante la quale Don Letts torna sul palco a cantare).

Ma alla fine aleggia una strana sensazione. L’impressione che rimane è di un concerto po’ sotto tono – almeno per quelli come noi che hanno avuto la possibilità di vederli live nel 2007. Il pubblico urla più volte: “Fate un altro album!” o ” Tornate in studio!”. La risposta è un sorriso di Albarn. Vedremo se Albarn riuscirà ad infilare un po’ di tempo per i TGTBATQ fra i tanti progetti che ha già.

Scroll To Top