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    Oh NO ITs POk

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Surplus fatidico

Come se fossero usciti da una o più colonne sonore di alcuni videogame, gli Oh No Its Pok sconvolgono qualsiasi modo di intepretare la musica. Irriverenti, senza schemi e con il solo obiettivo di far saltare e pogare più gente possibile.

Lo stile britannico indie rock viene miscelato a milioni di suoni campionati, estrapolati da chissà dove. Ma non tutte le ciambelle escono con il buco, soprattutto se si tende a strafare e il surplus musicale di “Visitors Not Visitors” tende a tramortire piuttosto che attirare.

Se avete voglia di sudare su ritmi ossessivi e impertinenti questo è il gruppo che fa per voi.

Gli Oh No Its Pok appartengono a quella branca musicale dove i pochi elementi della band suonano come se fossero un’orchestra intera.
Dopo aver calpestato il palco dell’ Heineken Jammin dell’anno scorso, la band tenta la conferma con tredici nuovi brani che, dato il genere, potrebbero essere racchiusi solo in un’unica traccia.

Eliminando il surplus si potrebbero evidenziare giri di chitarra davvero validi, per il momento rimane tutto troppo elettrico e confusionale. Se questo invece è il risultato che vuole la band, tanto di cappello.

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