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Oh no, not again!

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Esce in questi giorni “S. Darko”, il seguito di “Donnie Darko”, che, per chi di recente fosse vissuto sulla Luna, è una delle più grandi prese per il culo cinematografiche degli ultimi cinquant’anni. Parlava di Jake Gyllenhaal che muore ma forse no, viaggia nel tempo ma forse no, legge il libro della sorella segreta di Jack Sparrow, incontra conigli giganti, Patrick Swayze e il dottor Carter di “E.R.”. Alla fine, pare, muore ma salva il mondo.

Il seguito vedrà Samara Morgan nei panni della sorella di Jake Gyllenhaal, cioè Maggie Gyllenhaal. Questo significa che la bambina di “The Ring” è in realtà la Rachel di “The Dark Knight”, con la differenza che in “S. Darko” è diventata gnocca, ci mostra un po’ di tetta e deve confrontarsi anche lei con l’imminente fine del mondo – pensate, mancano solo quattro giorni! Quale soluzione migliore per salvare il pianeta, se non avere delle visioni?

Ma stiamo divagando. Il concetto è: in quanti aspettavano frementi l’uscita di un seguito raccogliticcio e nemmeno girato dallo stesso regista del primo film? Il secondo concetto è: a quante pellicole si può applicare il primo concetto? Il terzo concetto è: noi ne abbiamo scelte sette; continuate a leggere, e scoprirete quali sono.
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Speed 2 (1997) – sequel di Speed (1994)

Il primo “Speed” comprendeva Sandra Bullock, Keanu Reeves e un autobus. Era un discreto film d’azione e adrenalina, che già nel 1995 sembrava vecchio ma regala ancora oggi qualche momento interessante. Escludendo Keanu Reeves.

Il problema è che, tre anni dopo il primo capitolo, il regista Jan De Bont decide di girare un seguito. Per farlo, silura l’attore più espressivo del primo film. Al che anche Keanu Reeves si chiama fuori, lasciando Sandra Bullock alle prese con Willem Dafoe e una barca da crociera programmata per schiantarsi contro una petroliera. Da un film che si chiama “Velocità”, uno si aspetta qualcosa di più emozionante che un lento natante che sciaborda tra i flutti mentre Sandra Bullock cerca di salvare il culo a tutti. Velocità. Nave da crociera. Come si dice quando si procede a ritmo lento e rilassato? Velocità di crociera. Appunto.

C’è di buono che già all’inizio del film si scopre il motivo per cui non vedremo Keanu Reeves: lui e Sandra Bullock hanno rotto. Fatti due conti, significa nove (NOVE!) anni di sollievo prima che che si reincontrino. In una casa. Sul lago. Con una cassetta delle lettere. Magica. Ugh.
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Voglia di vincere 2 (1987) – sequel di Voglia di vincere (1985)

Da una casa nella prateria a un ring di pugilato, la parabola inesorabilmente discendente di un uomo (Jason Bateman) che può comandare la sua ipertricosi, mettendola al servizio dello sport e del sesso occasionale con le liceali.

Roger Ebert sostiene che “Teen Wolf Too” sia uno dei film peggiori di sempre. Il Morandini afferma che il lupo mannaro sia una metafora dell’aggressività latente nei giovani, ma che ciononostante “Teen Wolf Too” sia uno dei film peggiori di sempre. Imdb.com completa il suo 2.7 di media definendo “Teen Wolf Too” come “cash-in sequeling at its worst”. Financo Michael J. Fox, lo Scott del primo “Teen Wolf”, ha dichiarato che “il film è un po’ traballante”. Per essere praticamente un esordio nel cinema che conta, Jason Bateman non poteva scegliere un modo migliore per sputtanarsi e perdere credibilità.

Chissà cosa ne pensa Ellen Page.
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Il padrino 3 (1990) – sequel di Il padrino (1972) e Il padrino 2 (1974)

Sofia Coppola neanche ventenne in tutto il suo splendore! Al Pacino! Complotti finanziari che coinvolgono anche il Vaticano! Andy Garcia! La superba regia di Francis Ford Coppola, che si stava giusto sgranchendo le ossa in attesa di rovinare il “Dracula” di Bram Stoker!
Tutto questo e molto peggio in “Il padrino 3″, il film meno desiderato della storia del cinema!
Seriamente, cosa potreste volere di più?
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Saw II/III/IV/V (dal 2005 al 2008, regolari come le mestruazioni) – sequel di Saw (2004, ovviamente)

In un mondo mediocre e noioso, il genere di mondo dove Dan Brown farebbe successo, il primo “Saw” sarebbe stato quasi un bel film.
Ovviamente, poiché viviamo nel migliore dei mondi possibili, “Saw” è semplicemente l’ennesima copia sbiadita e tinta di rosso di “Se7en”, con qualche momento di pura, autentica sofferenza, un po’ di moralismo d’accatto ma comunque borderline, e Cary Elwes senza la calzamaglia. In tutta onestà, comunque, spiccava rispetto alle altre copie sbiadite bla bla di “Se7en”. C’era della dignità, dietro tutto quel ketchup.

E allora perché, se al primo tentativo ti è andata inaspettatamente bene, devi rovinare tutto con non uno, non due, non tre, ma QUATTRO sconclusionatissimi seguiti infarciti di colpi di scena, budella e trappole mortali (ma senza Cary Elwes)?

“You won’t believe how it ends”, dice la tagline di “Saw V”. Vero, ma non credevo neanche ai norvegesi che ammazzano i cuccioli di foca, prima di vederli.

Bonus track: abbiamo scelto “Saw”, ma poteva essere anche “Nightmare”, “Venerdì 13″ o qualsiasi saga horror più lunga di un episodio.
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Blues Brothers 2000 (2000) – sequel di Blues Brothers (1979)

Ovvero come coinvolgere B.B. King, Eric Clapton, Erykah Badu, Jack DeJohnette, Bo Diddley, Isaac Hayes, Steve Winwood, i Blues Traveler e DAN AYKROYD TRASFORMATO IN ZOMBIE e riuscire comunque a fare un film di merda, l’equivalente cinematografico dell’andare a pisciare sulla tomba di John Belushi, un film a causa del quale Gesù ha pianto tanto, su in Paradiso.
Quantomeno ci hanno risparmiato Jim Belushi.
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Star Wars episodio I/II/III (1999/2002/2005) – sequel di Star Wars IV/V/VI (1977/1980/1983)

Promessa solenne: non lo nomineremo. Parleremo di George Lucas e di come ci abbia infinocchiato tutti, convincendoci che tutta questa paccottiglia era davvero nella sua testa da trent’anni. Parleremo di quanto Hayden Christensen sia terribilmente inadeguato per il ruolo (perché, esteticamente e recitativamente parlando, Darth Vader prima dell’incidente è peggio di Darth Vader dopo l’incidente?), della melensa storia d’amore alla Reggia di Caserta e, se volete, anche del fatto che Liam Neeson ha sofferto talmente tanto per questa trilogia che per dimenticare si è fatto riempire di mazzate da Batman (quello della sorella di Donnie Darko e dei licantropi).

Ma davvero, DAVVERO, non faremo menzione alcuna del personaggio che, più di tutti, ha contribuito a rovinare i dolci ricordi di noi bambini, cresciuti sognando viaggi sul Millennium Falcon e il bikini dorato di Carrie Fisher.

Capito? Non. Lo. Nomineremo.
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Matrix Reloaded/Revolutions (2003) – sequel di Matrix (1999)

Quanto, quanto ci sarebbe da dire su questi film. Interi trattati su come un clone di “Neuromante” meets “Tron” meets Buddha possa assurgere a film di culto grazie al sapiente uso di cappotti di pelle nera, Ray-Ban a specchio e la fenomenale maschera di Carnevale che Keanu Reeves indossa per tre intere pellicole.

Lo zen! La veggente che cucina i biscottini! Il cucchiaio non esiste! Il linguaggio di un’intera generazione INQUINATO da un giocattolone pseudofilosofico!

E pensare che il primo capitolo era anche un bel film. Incompleto, certo. Derivativo. Keanu Reeves. Ma comunque un bel film.

Poi sono arrivati la Bellucci, l’architetto, le profezie sul Prescelto, un’intera città in fiamme assaltata dai robottoni, Carrie-Ann Moss infilzata da un palo e Keanu Reeves. E tutto, tutto è andato a puttane.
Se solo Neo avesse almeno chiesto scusa per aver portato il bullet time nelle nostre vite…

Siete d’accordo? Non siete d’accordo? Volete suggerire altri film, mandarci mail di insulti, strapparci le unghie dei piedi con una pinza rovente? Contattateci!

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