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Oh, Saudade Joe

Joe Barbieri torna all’Auditorium di Roma, dove qualche anno fa aveva registrato il suo primo disco live, ed è subito chiaro che ad emozionarci, stasera, non saremo solo noi. Le note di “Zenzero E Cannella” tingono subito di Brasile il buio e ci prendono in braccio per cullarci in un lungo ondeggiare di atmosfere calde di sogno e profumate di malinconia.

Ogni nota è intrisa di saudade, che in Italiano si può tradurre solo come la pioggia che disegna un sorriso e che Joe traduce molto meglio con voce e chitarra. Pubblico e musicisti si muovono all’unisono nel volteggiare di “Scusami”, “Sostanza E Forma” e un’intensa “La Nuda Verità”. Joe ci parla – anche senza musica – noi rispondiamo – anche con la musica – sentendo il concerto diventare sempre più vicino, sempre più nostro. Fino a quando gli strumenti lasciano solo il piano sul palco per “Diamoci Del Tu”, che ci tocca oltre la pelle aprendosi a sua volta in una profonda intimità nella quale tutti, nessuno escluso, cadiamo.

Quando Joe va via non può essere che per qualche minuto. Sia noi che lui questa sera non finiremmo mai. Si prende con un prezioso bis dove trovano spazio altre perle come “Il Balconcino Del Quinto Piano”, che ci avvicina stavolta alla fine e lo fa con la delicatezza delle sue dita che accarezzano la chitarra. Poi quella fine arriva, Joe Barbieri va via davvero e resta in sala lo stesso senso d’abbandono che intreccia tutte le sue canzoni. Torna presto, cumpà.

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