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  • Ólafur Arnalds: …And They Have Escaped The Weight Of Darkness

    Ólafur Arnalds

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Labor limae: Difficoltà Livello: 20.

Il nome di questo islandese nato nel 1986 si pronuncia così. Provateci!
Ora passiamo a darvi tutte quelle informazioni che un critico musicale decente dovrebbe darvi, sempre.

Prima di debuttare con l’album “Eulogy For Evolution”, Arnalds faceva il batterista dei Fighting Shit, band metal islandese. Evidentemente ha trovato la sua strada nello sperimentalismo orchestrale e sinfonico, dato che compone instancabilmente dal 2007.

In questo suo secondo album la semplicità compositiva si fa radicale e alla presenza minimal del pianoforte si aggiungono gli archi, ai quali fanno eco in modo frammentario leggerissime percussioni e vaghi accenni di elettronica. Il tutto è calibrato in modo così sapiente e studiato che ascoltando le nove tracce del disco ci si compiace del lavoro minuzioso di composizione architectural del giovane nordico.

Ora arrivano le stoccate.
Nonostante sia indubbia la bravura di Ólafur Arnalds e nonostante questo album meriterebbe un 7 per tutte le caratteristiche sopra citate, bisogna anche fare i conti con il fatto che nove tracce in stile squisitamente islandese le abbiamo già ascoltate tempo fa. Inoltre, è un album legato ad un campo molto preciso della composizione musicale, cioè quello delle “colonne sonore”.
Ascoltarlo come CD a sé può provocare le seguenti reazioni.
Reazione A: “Oh che album struggente e pieno di ispirazioni”
Reazione B: “Bravo eh, però è da suicidio collettivo. Gli do 5″.
7+5=12/2=6.

Pro

Contro

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