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Olden: il nuovo disco A60 brano per brano

Si intitola “A60” questo splendido lavoro di storia della canzone internazionale curato da Olden. Il cantautore, che non ha la “H” per somigliare al mito di Salinger, realizza con la direzione artistica di Flavio Ferri (Delta V) un bellissimo lavoro in cui ripropone canzoni pescate dagli anni ’60 che hanno fatto il giro del mondo (o quasi), spesso approdate in Italia con traduzioni e rivisitazioni che poi, in alcuni casi soprattutto, sono rimaste eterne nella storia – come l’immortale “Tutta Mia La Città” che in origine era un brano dei The Move. Anni 60 traghettati ad oggi in questa fantomatica autostrada “A60”, un progetto ambizioso dal suono digitale e dal piglio indie, che Olden ha presentato allo scorso Club Tenco con uno spettacolo teatrale dal titolo dylaniano “Autostrada 60 Rivisitata”. Ed è proprio questo concetto di rivisitare, di rimaneggiare con grandissimo gusto e mestiere che fa di questo disco un vero gioiello: nuovi arrangiamenti ad arricchire i testi e le melodie originali, un lavoro pregiato che corre dentro questo fiume di nuove voci italiane. Importante anche per ritrovare – e spesso ahimè per scoprire – grandi successi del passato che non hanno goduto di quella luce mediatica che forse avrebbero meritato. Parliamo però di canzoni che hanno sempre fatto il giro del mondo (o quasi) sopravvivendo a generazioni e a rivoluzioni di stile. Un bellissimo ascolto che in rete si lancia con il video di “Resta”, successo di Maurice Williams del 1960 che in Italia arriva con gli Equipe 84 e la traduzione di Mogol.

Olden, “A60” brano per brano

Resta

(Stay) di Maurice Williams. È stata lanciata nel 1960 dall’autore insieme agli Zodiacs e ripresa nel 1977 da Jackson Browne. Del 1966 è la versione italiana, su testo di Mogol, incisa dall’Equipe 84.

Un Fiume Amaro

Nel 1962 Mikis Theodorakis scrive O kaimòs su testo di Dimitris Christodoulou. Resa famosa da Grigoris Bithikotsis, è stata ripresa nel 1970, su testo di Sandro Tuminelli, e portata al successo da Iva Zanicchi.

E Il Treno Va

Con questa canzone Richard Anthony scala la Hit Parade nel 1963, come già fatto in Francia con la versione francese. Si tratta della traduzione di Pace e Testoni di “J’entend siffler le train”, firmato da Jacques Plante che, a sua volta, si basa sulla musica di “500 miles”, uno dei successi di Peter, Paul and Mary. È un antico canto risalente alla Guerra di Secessione, rielaborato da Hedy West.

Lei

Sul finale del 1965 Salvatore Adamo pubblica “Elle”. Pochi mesi dopo appare da noi la versione tradotta, sempre a firma dello stesso cantautore italo-belga. “Lei” si rivela il suo più grande successo discografico italiano.

Adesso Sì

Di Sergio Endrigo. Presentata dall’autore in coppia con Chad & Jeremy al Festival di Sanremo del 1966.

Il Vento Dell’est

Classica ballad del 1967 è stata lanciata dall’autore del testo Gian Pieretti e ripresa nel 1989 da Ricky Gianco, autore della musica.

La Tieta

Canzone di Joan Manuel Serrat del 1968, è diventata in Italia un grandissimo successo di Mina con il titolo “Bugiardo e incosciente” su un nuovo testo di Paolo Limiti. Francesco Guccini l’ha poi tradotta, ma in modenese, come “La ziatta”. Qui viene riproposta nella traduzione italiana di Sergio Secondiano Sacchi.

Giovanni Telegrafista

(“João telegrafista”). Una lirica del poeta brasiliano Cassiano Ricardo, tradotta da Ruggero Jacobbi e musicata nel 1968 da Enzo Jannacci.

Tutta Mia La Città

(Blackberry Way) Un successo dei The Move, scritta dal leader del gruppo Roy Wood, futuro leader di Electric Light Orchestra e Wizzard, prima di diventare cantautore. Su testo italiano di Mogol, l’Equipe 84 ha raggiunto il primo posto in classifica.

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