Home > Recensioni > Oldman Surprise: Four Fingers

15 minuti che fanno ben sperare per il futuro

Gli Oldman Surpise sono una band formatasi a Pontedera (provincia di Pisa) nel 2008, capitanata da Alessandro Bartoli, voce e chitarra, che insieme a Livio Ercoli, Michele Gelli e Luca Sestini ha dato vita a questo primo EP, “Four Fingers”.

La loro musica è un pop rock molto affine a Jeff Buckley, che non disdegna sonorità tipiche degli Stone Temple Pilots o dei Red Hot Chili Peppers. Per essere il primo EP non è niente male, anche se forse si sarebbe potuto osare di più, inserendo magari qualche intermezzo o assolo che rendesse meno ‘piatti’ i quattro brani, comunque validi.

Come si suol dire l’appetito vien mangiando: noi abbiamo appena iniziato, ora aspettiamo un piatto più gustoso che non potrà essere che il disco d’esordio. In bocca al lupo.

La traccia di apertura, “Andy”, è quella più vicina al Jeff Buckley di “Grace”. Pop-rock semplice e incisivo, senza particolari variazioni o colpi di genio. “Alice”, la seconda in scaletta, è il brano più grintoso, con la distorsione durante il ritornello che dà quella spinta che era mancata al primo brano. In “Down With Love” è evidente la vicinanza coi RHCP più pop e easy. Bella la parte vocale, con la doppia voce ispirata alla coppia Kiedis/Frusciante. La scossa per le nostre orecchie arriva al quarto e ultimo brano, con “Alone”, il più tirato dei quattro. Quindici minuti interessantissimi e convincenti, che fanno ben sperare in previsione del primo LP.

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