Home > Recensioni > Olhon: Sinkhole
  • Olhon: Sinkhole

    Olhon

    Data di uscita: 23-04-2006

    Loudvision:
    Lettori:

Profondo

Buco senza fondo. Un inesplorato giardino dell’Eden, che nasconde un laghetto dall’inesplorato abisso profondo. Quella parte di Noi che ci è impossibile conoscere. Il Pozzo del Merro, auscultato con speciali microfoni che ne distinguano le differenti tonalità. Una voragine nella roccia: il silenzio roboante nella più estrema solitudine. Microfoni speciali hanno sondato non solo la parte superficiale del lago, ma anche quella acquatica, situata fino a -310 metri sotto il livello del mare. La specialità di questo disco di ambient claustrofobico-misantropo non sta solo nell’efficacia comprovata da ripetuti ascolti, ma anche dall’autenticità che accompagna la scoperta continua delle inarrivabili profondità di quello che, fino a pochi anni fa, era creduto un pozzo senza fondo.
Esplorare gli abissi naturali è un processo che funziona a due livelli; l’aiuto offerto dalla naturalezza dei suoni genera non soltanto introspezione, ma volontà di penetrare, scoprire ciò che giace nelle cavità recondite. È affascinante e, al contempo, inquietante, al di là del bene e del male. Si avverte con progressiva intensità il naufragare sempre più in fondo, il vorticizzarsi nell’autoanalisi, vertigine dell’ignoto. Dell’Io.

Scroll To Top