Home > Recensioni > Omega Flare: A Clockwarp Machinery
  • Omega Flare: A Clockwarp Machinery

    Omega Flare

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Carne o pesce?

Dopo aver prestato orecchio un po’ di volte al primo lavoro dei giovani Omega Flare, intitolato “A Clockwarp Machinery”, le idee sono chiare. La band ha iniziato la sua carriera, ma la scalata ad una propria identità artistico-compositiva è ancora di là da venire.

Le sei tracce dell’Ep in esame sono infatti ricche di tocchi moderni e di ricerca melodica, grazie anche all’aiuto di synth ed effettini elettronici, ma la piattezza che emerge più o meno da tutte le canzoni è però la vera costante del cd. In altre parole la musica degli Omega Flare non morde mai, e neanche si ha l’impressione che dal vivo le canzoni possano invece graffiare, proprio no.

La ricerca della melodia, se non addirittura della cantabilità, produce qua e là, ad esempio in “Endorphine Abuse” e in “Artificial Antihuman”, risultati quasi interessanti, ma alla fine la musica non sfonda né su questo versante né tantomeno su quello della potenza, assicurando la sconfitta qualitativa del prodotto, che d’altra parte non riesce neanche a giocare la carta dell’originalità.

Inizio di carriera traballante per gli Omega Flare. Ci attendiamo che la ricerca musicale ce li restituisca più incisivi di come li abbiamo sentiti con questo EP.

“A Clockwarp Machinery” non è un cattivo prodotto, ma l’heavy scialbo e quasi anonimo che lo infarcisce costituisce semplice carne da macello nell’attuale mercato discografico. Ma non è questo un motivo per arrendersi: rimboccarsi le maniche e concentrarsi, keep on metal!

Pro

Contro

Scroll To Top