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Ondanueve String Quartet: Mutazioni, il nuovo disco brano per brano

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L’incontro tra il classico e la world music, tra le partiture eleganti e le tradizioni popolari lasciate all’istinto e al momento, tra quel che sono le sensazioni di vita vissuta e quelle che invece rappresentano semplici – si fa per dire – tecnicismi di alto mestiere artigiano. Il quartetto d’archi degli Ondanueve String Quartet – formazione che ritroviamo ormai in tante pellicole e tanti documentari – pubblica per RadiciMusic questo bellissimo album di soli 5 inediti che sono musiche che celebrano visioni e luoghi, incanti e magie galoppando con sicurezza a spasso nel tempo. Si intitola “Mutazioni”, bellissimo al primo impatto estetico, bello da vedere e da avere, custode poi di qualche segreto antico nei suoni dove, finalmente, non arriva la mano precisa dei computer a tessere l’incontro tra l’uomo e l’arte. Al quartetto di violini, viola e violoncello si unisce, come può e senza troppo violare il magico equilibrio, un set di percussioni a firma di Riccardo Schmitt. L’incontro dicevamo: tra la cultura dell’uomo e la sua visione sonora. Il tutto codificato da un quartetto di strumenti ad arco. E non serve altro.

Ondanueve String Quartet, “Mutazioni” brano per brano

Sbeat

È l’unione tra ”beat” che nel Jazz è il senso del Ritmo e la Lettera S che ha una sua sacralità: In ebraico è una lettera sacra. Nell’alfabeto runico, la lettera “S” corrisponde alla runa “Sowilo” che significa “Sole” visto, non come energia maschile, ma  come l’aurora, e cioè più delicata e associata all’energia femminile.

Un pezzo visto come un viaggio musicale in cui si abbracciano e si intrecciano sonorità solari ed energiche appartenenti alle tradizioni dell’ est europa e sud italia, per poi salire al nord verso il rock e irish irlandese.

Autore: Marco Pescosolido

Strumenti: Quartetto d’archi (2 violini viola e violoncello), Cajon, batteria.

?????????????Murena

Valzer venezuelano romantico che si alterna a momenti classici che sfociano in un intermezzo rock.

Autore: Andrea Esposito

Strumenti: Quartetto d’archi (2 violini viola e violoncello), batteria.

A Day in Seville

Dal sapore flamenco ma con diverse contaminazioni che riprende sonorità moderne nella prima parte per poi, nella seconda, ritrovarsi nei vicoli spagnoli della città antica.

Per questo pezzo la quarta corda del violoncello è stata abbassata dal do fino al sol per creare un sound più caldo e profondo.

Autore: Andrea Esposito

Strumenti: Quartetto d’archi (2 violini viola e violoncello con quarta corda abbassata dal do al sol), Cajon, batteria, shakers.

Filumena

L’immagine è quella dei quartieri popolari di Napoli, dove si mischiano colori, odori, suoni, rumori, insomma una mescolanza di emozioni.

Il tema struggente,che passa da uno strumento all’altro, ricorda le atmosfere delle antiche melodie partenopee, l’ accompagnamento è caratterizzato da un reggae sensuale che lascia il posto, nella parte successiva, ad un incalzante reel irlandese.

Autore: Andrea Esposito

Strumenti: Quartetto d’archi (2 violini viola e violoncello), cajon, tamburi a cornice, batteria.

La Mano De Dios

Questa composizione rappresenta in musica alcuni aspetti del genio che è stato Maradona, la pulsazione ritmica fusa ad una tensione melodica scandisce tutta la parte iniziale sottolineando il lato oscuro che ha accompagnato il personaggio in questione.

La parte centrale è caratterizzata da un tango elettronico e introspettivo legato appunto alle sue origini, la terza parte sfocia in un mood mediterraneo solare, l’immagine sonora del suo enorme e gioioso talento.

Autore: Andrea Esposito

Strumenti: Quartetto d’archi (2 violini viola e violoncello), batteria, shakers

 

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