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One Minute Silence: Do or die

A volte incontrare persone del genere, anche solo telefonicamente, ristabilisce una qual certa armonia con il genere umano. È il caso della lunghissima quanto amichevole chiaccherata avuta con mr. Glen Diani, bassista di quella simpatica e dinamica macchina da guerra chiamata One Minute Silence. Il minimo comune denominatore della discussione sarà quello di parole in libertà, con pochi – pochissimi – momenti dedicati alla promozione propriamente detta. Altro motivo di stima per una persona che ha qualcosa da dire e la lucidità/intelligenza per farlo.

No, non sono assolutamente sempre d’accordo con Yap (il cantante n.d.r.). Siamo un gruppo d’amici, prima di tutto, e non passa praticamente giorno senza una discussione. Questo è anche uno dei motivi per cui le sessioni di registrazione sono così stressanti, ehehe. Diciamo che ci piace metterci in discussione e confrontare le nostre idee, pur partendo certamente da alcuni punti in comune e visioni simili. È dunque vero che, così come siamo, One Minute Silence è un qualcosa in continua discussione e ridefinizione. Qualcosa di dinamico.

Non stentiamo a credergli, visto quanto cambi atteggiamento in un attimo, appena il sottoscritto, scherzosamente, gli domanda se capita arrivino alle mani.
No, assolutamente. Non ci passa nemmeno per la testa. Il rispetto viene prima di tutto. Si discute, anche animosamente e per molto tempo, certo, ma bisogna rispettare le opinioni di tutti, in ogni caso.

È una persona comunque scherzosa e divertente Glen, pronta alla battuta come pochi, che riesce a tramutare un discorso serioso in un semplice scambio di vedute con un amico “Capisco quello che dici quando parli del fatto che il nostro disco suona più melanconico, anche tranquillo se vuoi, ma senza mai mancare di energia. È frutto dei tempi moderni, dell’esperienza accumulata nelle nostre vite, così come di una naturale maturazione del nostro suono. In qualche modo stiamo procedendo verso un equilibrio maggiore e un utilizzo più ponderato e attento delle dinamiche della nostra musica. È anche vero che, nonostante io sia il bassista del gruppo, ascolto quasi solo musica calma e rilassante: molta ambient per esempio. Ma di certo non ho problemi quando si tratta di suonare! So ancora come spaccare il culo!! (ride n.d.r). Qualcuno tra gli altri, invece, ascolta reggae, per esempio.

A questo punto viene naturale aprire una breve, ma interessante parentesi su un gruppo come gli Skindred, erede dei Dub War e fautore di una miscela di raggapunkmetal da brividi, che aspetta solo di essere distribuito degnamente.
Sì, conosco gli Skindred e mi piacciono un sacco; li trovo davvero divertenti e personali. Altri gruppi che amo e di cui siamo amici sono i Clawfinger, con cui abbiamo iniziato molti anni fa; poi i Linea77, persone assolutamente squisite e divertenti, oltre che molto bravi. Non dimentichiamo inoltre gli Earthtone9: davvero unici! Ho sentito il mini del nuovo gruppo di Karl (Blueprint n.d.r) e devo dire che è molto carino, più melodico e tranquillo. Ma preferisco gli Earthtone9, sicuramente.

Naturalmente, avendo a che fare con One Minute Silence, non si può prescindere dal lato puramente politico, senza mai sfiorare minimamente retorica fine a se stessa e qualunquismo da operetta. La preparazione del personaggio è indubbiamente profonda, motivata e lucida.
Il nostro intento non è assolutamente quello di insegnare alcunché. Non ci sentiamo in diritto di farlo; ogni opinione per noi ha valore quanto tutte le altre. Diciamo che il nostro scopo è solo quello di incuriosire e stimolare chi ci ascolta, tramite musica e parole. Poi, certo, abbiamo alcune idee/ideologie di base e vogliamo comunicare dei messaggi, ma il passo principale è il confronto. Per esempio: non ci sentiamo assolutamente anti-americani, anzi; noi siamo contro il governo degli USA, contro la sua politica oppressiva, il suo sincretismo superficiale, il libero mercato come sfruttamento [...] Il gran parlare di questi giorni intorno ai Dossier sull’Iraq sono la testimonianza, l’ennesima, di quanto le cose siano assolutamente marce[...]

Fiumi e fiumi di parole, discorsi su discorsi, idee contro idee e su idee.. Poco ma sicuro, il mondo dei One Minute Silence è interessante e ampio, la musica divertente e adrenalinica, le informazioni da trattare ancora tantissime (basta dare un occhio a www.oneminutesilence.com). Questi simpatici lettori di Noam Chomsky aspettano solo voi e, ricordate, “Fascism is Corporatism”.

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