Home > Recensioni > One Night Stand: Final Song

Una botta e via

Gli One Night Stand arrivano dai dintorni di Livorno, sono in sei e seminano i loro suoni e le loro parole da più di otto anni.
Può una band superare una delle proprie radici musicali (prendiamone una, tipo… i Bad Religion) senza aver pubblicato venti album e addirittura infiltrandosi tramite le orecchie un po’ dappertutto nel corpo, fuoriuscendone in qualche modo?
A sentire “Final Song”, il loro primo disco pubblicato da Inconsapevole Records, si direbbe di sì.

In più, arrivano dal paese di Brunetta e non di Swazzeneggher, dunque mica solo sole e surf, anzi. Ottimo.

Tra le nove tracce di questo lavoro che, a leggere la bio, è arrivato dopo anni di concerti dal vivo e supporti a band super, spiccano “The Drome” – ricordando cuori infuocati o un concerto Oi! con, tra il pubblico, i Beach Boys a fare i coretti – e “What Jhon Explains Me” con molta malinconia, ma senza ciuffi lisciati e/o magliette comprate da H&M.

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Contro

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