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  • Ongaku Motel: Volcano

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 24-11-2015

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Si intitola “Volcano” il nuovo EP degli Ongaku Motel, il progetto folk-pop nato a Milano nel 2013 atteso per il 24 novembre 2015.

L’album (6 tracce) si struttura come una piccola serie di storie raccontate attraverso un sottile velo di malinconia, ma allo stesso tempo esorcizzate dai ritmi e le danze folk che riassumono la missione stessa di Fabio Pellegrini (chitarra acustica e voce), Davide Giusto (batteria) e Pierre Idà Lojercio (basso e ukulele): la gioia dei suoni, la bellezza del viaggio e la costante ricerca della positività anche laddove sembra non essercene (come la società in cui viviamo oggi).

Il mood lo si percepisce sin dalla prima traccia “Occhi Pesti”, dove le melodie degli strumenti sono molto pulite e orecchiabili, cedendo solo a piccole progressioni ritmiche che trasformano la fine di una storia in un nuovo inizio, mettendo al primo posto sé stessi. Il basso introduce “Il Bivio”, metafora perfetta di chi è arrivato a un certo punto della propria vita e decide di fare i conti con le proprie scelte e con tutta la bufera , la confusione e la voglia di coraggio che ci vuole per sopravvivere al passato (“Grandina”).

La “Vendetta” segna la fine di un capitolo difficile da accettare, prima che il protagonista torni a parlare di sé e della propria percezione di mediocrità rispetto a tutto ciò che lo circonda, ma che è reso molto più sopportabile grazie a qualche bicchiere di vino (“Brindo Con Seppia”). Ma la rinascita è a portata di mano anche dopo la fine di un amore: ricominciare, trovare una spiegazione ai propri guai in fondo a un bicchiere, lasciare aperto lo spiraglio della felicità, “Amare Gli Amari” o le amarezze della vita (per capirci) e lasciarsi andare ai ritmi tribali e alle danze goliardiche che celebrano l’imperfezione della vita stessa.

“Volcano” è un viaggio che scorre imperturbabile lungo una strada deserta e fuori porta, dove i pensieri si accumulano inevitabilmente sin dal primo ascolto, invitando quasi a prendersi del tempo per sé. Un esperimento interessante da parte degli Ongaku Motel grazie soprattutto a dei testi tutt’altro che banali: la cripticità di alcune frasi regala all’ascoltatore un vero e proprio senso di libertà attraverso il quale è possibile rintracciare (o tracciare) il proprio profilo personale.

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