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Hanno vent’anni ma non li dimostrano

Un sincero grazie alla Point Music per essere andata a ripescare indietro nel tempo un gioiellino dell’Aor melodico risalente al 1988. Gli Only Child e il loro album omonimo sono un progetto del chitarrista/cantante Paul Sabu, protagonista di una discreta carriera da solista ma soprattutto noto all’epoca per le numerose ed eccellenti collaborazioni in veste di paroliere e compositore. Paul Stanley, Sammy Hagar, Joe Lynn Turner, Blackie Lawless: nell’agendina di Sabu c’era il gotha dell’hard rock degli anni 80, e il perché è facilmente intuibile ascoltando questo cd, che al momento dell’uscita venne accolto come un piccolo capolavoro. A distanza di vent’anni i brani non hanno perso il loro smalto, anche se lasciano intuire come Sabu offra il meglio in veste di compositore al servizio di artisti più dotati di lui. Il confronto tra la versione di “Scream Until You Like It” qui presente e quella pubblicata dagli Wasp un anno prima è esemplare. La voce di Sabu è decisamente più calda e profonda, adatta a un genere più “morbido” come l’Aor. Sono semmai le sue chitarre ad essere estremamente heavy, ed è questa accoppiata a risultare alla fine vincente. Non a caso i pezzi che più risentono dell’usura del tempo sono quelli impostati su un certo sound di tastiere obbiettivamente datato, come “Always” o “Save A Place In Your Heart”, mentre la potente opener “Just Ask” o il rock’n’roll di “Love To The Limit” mantengono intatta la loro carica, così come “I Remember The Night”, che potrebbe tranquillamente essere un pezzo dei Rainbow di Joe Lynn Turner. Un disco da riapprezzare.

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