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Onward – Oltre la magia | Incontro col regista e i doppiatori italiani

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In piena emergenza sanitaria, “Onward” è uno dei primi e più importanti film a subire scompensi distributivi. L’uscita, pianificata per il 5 marzo 2020, è stata infatti rimandata al 16 aprile, sperando che il sistema distributivo italiano possa rimettersi in carreggiata il prima possibile.

Intanto abbiamo incontrato a Roma Dan Scanlon, il regista del nuovo film Pixar “Onward – Oltre la magia” e la squadra dei doppiatori italiani celebri che hanno fornito le loro voci. Il ruolo più rilevante è di Sabrina Ferilli, che interpreta la madre dei protagonisti, mentre in una serie di personaggi secondari troviamo Fabio Volo, lo youtuber Favij, il comico e mago Raul Cremona e il giornalista David Parenzo.

Una sfida personale

Dan Scanlon: è una storia molto personale, ispirata a quella di mio padre, scomparso quando io avevo un anno e mio fratello tre. Neanche io lo ricordo, come il protagonista del film. Da giovani trovammo una registrazione della voce di nostro padre, e da quel ricordo è nato “Onward”.

Con la magia in realtà intendiamo raccontare il potenziale di ognuno di noi.  Come Ian, il protagonista, abbiamo l’occasione di metterci alla prova per scoprire il nostro pieno potenziale.

Ma è anche un film sulle insicurezze. Anche io ero timidissimo, da ragazzo. Credo che molti ragazzi lo siano. È un film sulla ricerca della propria sicurezza, affrontando i rischi e sfruttando l’aiuto che può venire da chi è intorno a te. E è un invito anche per gli adulti e le persone sicure di sé a offrire il loro sostegno alle persone insicure. D’altra parte è anche un omaggio a quelle persone su cui puoi contare nella tua vita, che siano una sorella, un amico di famiglia, un insegnante: quelli che ci aiutano a diventare quello che siamo.

Dietro le quinte

Dan Scanlon: È stato molto divertente costruire questa storia come un fantasy e riempirla di citazioni a tanti film e libri che amiamo molto. Ci hanno sicuramente influenzato anche altri generi: in alcune scene viene fuori quel senso di avventura e entusiasmo in cui sono facilmente riconoscibili suggestioni dalla saga di Indiana Jones.

Per la realizzazione di “Onward” ci sono voluti sei anni, la maggior parte dei quali dedicati alla storia e alla sua continua riscrittura e agli storyboard, con il contributo di tante persone dello studio. La fase di animazione è durata invece fra un anno e mezzo e due anni. È grandioso come il film evolva e raggiunga questo livello di raffinatezza, e vedere la propria storia diventare patrimonio comune.

La guida della Pixar è sempre stata in mano a un brain-trust, un gruppo di creativi che si aiutano a vicenda e che contribuivano a tutti i film, oggi capitanato da Pete Docter. Questo sistema continua ancora adesso. Continuiamo a aiutarci e a imparare a vicenda. È un’opportunità entusiasmante. Nei prossimi film vedremo ancora tanti film originali (il prossimo, in arrivo in estate, è “Soul” di Pete Docter e Kemp Powers) e avremo nuove voci e nuove idee strambe, come nella lunga tradizione pixariana.

In questo film poi è presente una poliziotta omosessuale. È stato entusiasmante poterlo raccontare e quindi creare un mondo che rappresenta sempre meglio quello reale con la sua varietà di personalità.

L’esperienza del doppiaggio

Sabrina Ferilli: Questo è il mio terzo film con la Pixar. Ho iniziato le mie esperienze di doppiaggio con Glauco Onorato, un grande attore e direttore di doppiaggio, e è diventata una mia passione. Amo doppiare, è un’arte a se stante. Mi aiuta anche nei film live-action a sistemare qualche dialogo che non ha funzionato o qualche scena che non è venuta come volevamo. È un arricchimento. Poi mi piacciono molto i film d’animazione, è stato un onore fare “Cars” e “Cars 2” in passato e è stato bellissimo interpretare Laurel, la madre dei protagonisti di “Onward”. È stata un’esperienza ottima, per me. Quello di Laurel è il ruolo di una madre protettiva ma che aiuta i figli, un personaggio più “caldo” che mi ha dato la possibilità di lavorare di più sull’interpretazione. Ho amato questo film perché credo che questo film abbia una trama molto più matura di altri film Pixar, o almeno questo aspetto è molto più evidente.

Fabio Volo: Anche a me piace molto doppiare, è molto divertente. È quasi un ponte tra fare l’attore e fare la radio, due esperienze che conosco molto bene. Io ho due figli maschi; anche per questo il film mi ha commosso. C’è una bellissima canzone di Janis Joplin che dice “I’d trade all of my tomorrows for one single yesterday” (“Me and Bobby McGee”, ndr). Questo film racconta questo stesso desiderio di rivedere qualcuno che non c’è più. Noi continuiamo a vivere e ci accorgiamo di cose che, quando quella persona c’era, non riuscivamo a capire, specialmente da bambini. Sarebbe bello poter rincontrare i nostri nonni o i nostri genitori per poter comunicare con loro da adulti. Io mi sono commosso. Penso che sia un film importante per i bambini sia da un punto di vista emotivo sia da un punto di vista sociale, data anche la presenza di un personaggio omosessuale. Un importante passo avanti.

David Parenzo: Sono onorato di aver partecipato, anche se in un piccolissimo cameo. Sono onorato per i miei tre figli (presto quattro!). Era un sogno. Ho fatto la radio, ho fatto la televisione, ho scritto qualche libro, e ora anche questo, una delle migliori esperienze della mia vita. Questo è un film per i bambini e per i genitori. Spero che tutti vadano a guardare il film con la famiglia. La storia si presta a tanti livelli di lettura, fra cui una lettura psicanalitica: nei rapporti famigliari a volta basta un evento semplice per cambiare la vita, qualcosa che tira fuori i talenti inespressi e il sottotitolo del film, “Oltre la magia”, potrebbe indicare proprio quei talenti. Se vogliamo in questo film tutti i personaggi sono positivi, ma a ciascuno manca qualcosa. La vera “magia” che c’è in questo film è il racconto di quella mancanza, che possiamo poi ritrovare nelle nostre vite e nelle nostre famiglie.

Favij: Per me è la seconda esperienza di doppiaggio in un film Disney; la prima è stata un cameo in “Ralph spacca internet”. Già dal trailer avevo notato una somiglianza fra me e Ian, il protagonista. Una somiglianza caratteriale oltre che fisionomica. Mi sono sentito molto legato a lui, non mi era mai successo come un film. Ad esempio, per me che sono figlio unico è la prima volta che sento la mancanza di un fratello. Poi nella mia vita e nella mia carriera la figura di mio padre è stata molto importante, è quasi come un fratello. Da tantissimo tempo non piangevo per un film, è veramente incredibile. Sono orgoglioso.

Raul Cremona: Io nel film dico solo una battuta, «Pirotecniosa!», ma ci ho messo un po’ di tempo. Avevo come coach il doppiatore di Thor degli Avengers, che mi ha spronato a raffinare la mia prova. Sono felice, è la prima volta che partecipo a un doppiaggio.

Non è vero che la magia non esiste. Io per esempio a sedici anni volevo fare il mago e sono arrivato a sessantaquattro anni facendolo davvero. La magia che ci manca è quella che ci circonda nella quotidianità, come viene mostrato nel film, ad esempio, dagli unicorni in disgrazia che rovistano nella spazzatura: è la magia nascosta negli altri e che dovremmo riscoprire. Tutto l’opposto di ciò su cui molti invece si concentrano e che non hanno importanza, come il successo, la bellezza esteriore. Io ho due figli proprio uguali ai protagonisti, uno grosso e l’altro più piccolo e abbiamo il cagnolino che continua a leccarti, come il draghetto nel film. Con i miei figli io continuo a fare i giochi e continuo a professare che la vita sia un gioco.

La figura del padre “a metà” mi ha fatto pensare che molte persone hanno avuto esperienza di padri a metà, che ci sono ma non ci sono. 

 

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